Danimarca

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Se è nelle vostre intenzioni “liquidare” la Danimarca con un semplice viaggio di tre o quattro giorni a Copenhagen (e sarebbe un vero peccato…), allora comprate un volo diretto per la capitale Danese e il gioco è fatto!

Se, invece, intendete intraprendere un viaggio diverso, un viaggio itinerante e monografico alla scoperta dei segreti e delle meraviglie che questo piccolo grande Paese custodisce al suo interno, ma, all’occorrenza, è lieto di svelare ai visitatori più attenti, allora dovete percorrere un’altra strada.

Io ho scelto quest’altra strada…

Se anche voi sposate la mia idea, mi corre l’obbligo di esordire subito con alcuni suggerimenti:

  • Vi sarà indispensabile affittare un auto, ma è bene sapere che i costi del noleggio in Danimarca (così come in genere, nei Paesi Scandinavi) sono abbastanza proibitivi;
  • i voli diretti per Copenhagen (o, in alternativa per Aarhus e Billund) non sono mai, propriamente “low cost”: persino con Ryanair e Norwegian Airways, non si scende quasi mai al di sotto di centoventi euro a persona per un biglietto di andata e ritorno.

Detto questo, avrete già capito che un viaggio in Danimarca, in specie se itinerante, non sarà mai un viaggio “economico”, anche a causa di un costo della vita di molto superiore a quello italico, che si riflette, inevitabilmente, sulla cifra da destinare per il vitto e per l’alloggio.

Nonostante ciò, vi sono degli accorgimenti che possono essere adottati per contenere le spese generali:

  • Anziché acquistare voli diretti per la Danimarca, cercate invece voli per la Germania settentrionale: Amburgo, Lubecca, Brema…sono tutte città tedesche ad un tiro di schioppo dal confine danese e, come penso sappiate, quasi tutti i principali aeroporti italiani sono collegati con le città di cui sopra, a tariffe indiscutibilmente popolari: in media, non più di venti o trenta euro a tratta (talvolta anche meno);
  • il costo del noleggio dell’auto, in Germania, è fra i bassi d’Europa (dipende dalla tipologia di auto presa in affitto, ma raramente si spendono più di duecento euro a settimana).

Io ho preso la macchina a Lubecca, splendida città anseatica, il cui centro storico è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e di cui parlo nella sezione del Blog dedicata alla Germania. Lubecca dista soli novanta chilometri da Puttgarden, l’ultimo piccolo villaggio di frontiera in territorio tedesco, dal cui porto salpano con frequenza quotidiana e regolare i traghetti della “Scandlines” che, passando per l’isola di Fehmarn, approdano nel villaggio di Rødby, in Danimarca.

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Da questo momento, inizia la splendida avventura! Potrei suggerirvi una serie di itinerari da seguire, oppure una serie di villaggi e città da visitare…ma mi limiterò a dire: “andate dove vi porta il cuore!”.

Non c’è alcun luogo in cui sia stato durante il mio viaggio in Danimarca, che non abbia amato. Ogni città, ogni paese, persino ogni piccolo villaggio, mi ha regalato un’emozione, mi ha lasciato una traccia nella mente ed una carezza nel cuore.

Persino le tante strade statali e provinciali che ho percorso alla guida, mi sono apparse sin da subito piacevoli e rilassanti: immense pianure interrotte, qua e là, da piccoli dossi, dolci pendii e ponticelli di collegamento fra i tanti isolotti di cui la Danimarca è costellata.

Di frequente, sul ciglio di queste strade secondarie che collegano il paese danese da Nord a Sud, è possibile scorgere dei caratteristici tavolini di legno con dei ripiani, su cui vengono collocati ortaggi, patate, ma anche e, soprattutto, cestini di fragole di varia dimensione; per ogni mercanzia è indicato il prezzo e su uno dei ripiani vi è una cassettina metallica in cui, l’automobilista di passaggio che decida di acquistare qualcosa, inserisce il denaro corrispondente alla merce acquistata.
Non vi è alcuna presenza umana nelle vicinanze di quelle tavole imbandite, ciò significa che, evidentemente, al mattino il produttore della zona colloca i prodotti ed alla sera ritira la cassettina coi soldi.

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Sono certo che in questo momento, leggendo queste righe, ciascuno di voi stia pensando esattamente alla stessa cosa a cui pensai io durante quel viaggio: dalle nostre parti una cosa del genere non sarebbe possibile…in un batter d’occhio sparirebbero fragole, patate, soldi e, forse, persino il tavolino!
La fiducia genera fiducia, dissolve le ombre del sospetto reciproco, diminuisce lo stress e, direi anche, agevola il turismo, rende più semplici le relazioni fra chi offre un servizio turistico e chi usufruisce di tale servizio…ma questa è un altra storia!

Tornando al mio viaggio in Danimarca, posto che l’intero Paese, nel suo complesso, è degno di essere esplorato con calma ed attenzione, tuttavia è sin troppo evidente che Copenhagen, per l’importanza storica e culturale che riveste, merita una trattazione più specifica.

Non tutti sanno che Copenhagen non è sulla terra ferma, ma si estende su due isole: Sjælland e Amager, collegate tra loro attraverso un piccolo ponte. Un altro ponte, questa volta grande ed avveniristico (il ponte di Øresund) collega invece Copenhagen con Malmoe, una delle più importanti città della Svezia. Il ponte di Øresund, costruito con le più moderne tecniche di ingegneria infrastrutturale, è lungo circa quindici chilometri ed ogni giorno migliaia di pendolari e turisti, grazie ad esso, si spostano con facilità tra i due Paesi (pagando, manco a dirlo, un lauto pedaggio).

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Anch’io ho attraversato in macchina il ponte di Øresund, e mentre guidavo non potevo fare a meno di pensare a quel braccio di mare di soli tre chilometri che separa la Sicilia dal resto d’Italia ed alle fandonie sulla costruzione del mitico “ponte sullo Stretto” che da decenni continuano a sbandierare i nostri imbelli politici. Ma anche questa è un’altra storia…

Il simbolo della città, come tutti sanno è quella che noi chiamiamo la Sirenetta: inutile dire che se chiedete in giro indicazioni per “la sirenetta” nessuno vi capirà; da queste parti tutti la chiamano “Den lille Havfrue” ma, in subordine, se chiedete in Inglese “the Mermaid” otterrete una pronta risposta, nella considerazione che la stragrande maggioranza della popolazione locale si esprime perfettamente nella lingua dei sudditi di Sua Maestà.

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Detto questo, la Sirenetta è forse la più grande delusione di tutto il viaggio in Danimarca. Si tratta di un’insignificante piccola statua in bronzo (alta circa un metro) situata all’ingresso del porto. Mi chiedo ancora per quale ragione questa modesta scultura sia ancora oggi l’attrazione turistica più fotografata del Paese…

Copenhagen è una città armoniosa ed ordinata, che alterna scorci tranquilli, se non addirittura, quasi deserti, a viali (come il centralissimo Strøget), che si animano all’improvviso quando le belle giornate richiamano musicisti, pittori, artisti ed una variopinta folla multicolore e cosmopolita che si riversa per le strade.

Le cose da vedere a Copenhagen sono davvero tante ed alcune, a mio giudizio, davvero imperdibili come, ad esempio: il Castello di Rosenborg, con i gioielli della corona; “Kongens Have”, famoso parco attiguo al castello, molto frequentato dagli abitanti del luogo per le passeggiate e per i pic nic domenicali (ho visto tantissime famiglie di locali sedute nell’erba a godersi qualche timido raggio di sole); il Palazzo Reale di Amalienborg (se si arriva a mezzogiorno in punto si può assistere al “Cambio della Guardia”); la Tower Round, antico osservatorio astronomico dalla cui sommità si gode di una splendida vista della città (non c’è ascensore ma ho trovato molto comoda la salita poiché non è costituita da gradini, bensì da una sorta di largo  “corridoio” che si avvita a spirale); il Tivoli, uno dei più antichi parchi di divertimento in Europa.

Un cenno a parte per il Nyhavn (letteralmente “Porto nuovo”) che è il punto centrale del turismo cittadino, lungo il quale sono presenti caffè e locali d’ogni genere. Oggi le sue case restaurate e colorate (vi sembrerà di essere per un attimo ad Amsterdam) mantengono un grande fascino, e l’atmosfera non è da meno! Venite al tramonto: la vista del sole che si abbassa sul canale è davvero mozzafiato, come si può vedere dalla mia foto.

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Concludete, infine, la giornata proprio qui, tra una cenetta a lume di candela e del jazz improvvisato, oppure fate un salto a bordo di una delle barche che percorrono i canali, cullandovi tra i ricordi del passato e l’allegria del presente.

Per gli “alternativi” è d’obbligo una tappa a Christiania, l’enclave “hippy” della capitale danese,  oggi soprattutto un’area franca, dedicata al commercio e al consumo di droghe più o meno leggere.

Veniamo alle dolenti nota: gli alberghi nel centro di Copenhagen sono molto cari e se non volete alloggiare in un dormitorio, preparatevi a pagare almeno l’equivalente di centocinquanta euro per una doppia dignitosa con bagno in camera. Io sono stato all’Hotel Christian IV, un buon albergo a soli cinque minuti a piedi dal Nyhavn (clicca per leggere la mia recensione).

Stesso discorso che ho fatto per gli alberghi, ovviamente, vale anche per i ristoranti: alcuni sono davvero carini ed accoglienti, ma straordinariamente cari. In città ne ho provati due o tre; mi limito a citare il Det Lille Apotek: atmosfera calda, arredamento in legno, servizio impeccabile…prezzi esorbitanti. Sono entrato al ristorante una sera che veniva giù il “diluvio universale”…alla fine della cena sono uscito e, come per magia non c’era più una sola goccia d’acqua!

Il Castello di Frederiksborg è sicuramente il più bello tra quelli che ho visto in Danimarca: si trova a circa quaranta chilometri di distanza dalla capitale ed è l’ideale per una gita di un giorno. Magnifici anche i giardini circostanti.

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Il centro Sperimentale Lejre è una delle maggiori attrazioni danesi e si trova a soli 8 chilometri dalla cittadina di Roskilde. Si tratta di un parco all’aperto dove sono stati ricostruiti gli stili di vita del passato: dall’età della pietra al neolitico, da un villaggio dell’età del ferro ad un mercato vichingo, sino ad arrivare alle case di campagna ed ai cottage del 1800. A Lejre, per sfuggire dallo “stress della vita moderna”, si possono anche trascorrere delle vacanze “alternative”, adattandosi allo stile di vita dei primitivi e facendo un passo indietro nel tempo di circa diecimila anni: ho visto gruppi di fanatici accendere il fuoco con le pietre, cucinare i prodotti della terra adoperando utensili del neolitico, rotolare nel fango senza freni inibitori ed infine correre nudi e farsi il bagno nello stagno.

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Per chi volesse dormire nella cittadina di Roskilde, segnalo lo Scandic Roskilde, albergo della nota catena scandinava dove ho alloggiato per un paio di notti, ad un prezzo ragionevole (clicca).

Il mio viaggio in Danimarca si è concluso a Møn, in una piccola isola conosciuta anche come la “meraviglia del Baltico”. Dopo un lungo viaggio itinerante, Møn è certamente il luogo ideale dove rilassarsi nella quiete e nell’armonia di una natura ridente e gioiosa. Nell’isola di Møn ho dormito tre notti in un graziosissimo B&B: Klintholm Bed & Breakfast. (clicca)

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Le bianche scogliere di Møn, che raggiungono un’altezza di oltre cento metri, sono l’attrazione naturale più spettacolare dell’isola: uno strapiombo di gesso bianco ed accecante sotto i raggi del sole, che si tuffa in modo impressionante nelle acque turchesi, dando vita ad uno spettacolo davvero suggestivo e assolutamente indimenticabile.

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Il viaggio in Danimarca, come detto, finisce a Møn, ma ciò che non finirà mai è il ricordo di un Paese straordinariamente civile, accogliente e pacifico, un Paese che ha saputo regalarmi tante emozioni ed in cui, presto o tardi, mi auguro di ritornare.

2 pensieri riguardo “Danimarca

  1. Buona sera Giovanni, ho visitato Danimarca due anni fa, come molti solo abbiamo avuto tre giorni così abbiamo volato a Copenhagen. Una città con un miscela di vecchio e nuovo. Il tempo era freddo ma soleggiato, era dicembre, ma perfetto per aderire l’altre a camminare nel parco, lungo il lungomare ed attraverso le strade. Era solo un’istantanea della paese bella, se un po’ caro. Spero che un giorno tornerò ed esplorare l’altre parti della paese, ispirate al tuo articolo, Come sempre un piacere di leggere e come il mio italiano migliora un po’ di più semplice per me.
    Ciao Lynne

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    1. Anch’io ricordo con grande piacere il mio viaggio in Danimarca e, così come te, spero un giorno di poter tornare a visitare la terra di Amleto ed avere ancora un’altra avventura da vivere in questo piccolo ma incantevole Paese. Thanks for reading 😊

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