Canada

LE CASCATE DEL NIAGARA

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Le Cascate del Niagara sono, sicuramente, le cascate più famose e fotografate al mondo ed un viaggio a New York o in Canada (nella regione dell’Ontario), non può prescindere da questa emozionante escursione.

La loro forza non sta nell’altezza (sono alte appena 50 metri o poco più), bensì nella loro “larghezza” che, congiunta ad un’eccezionale portata idrica, determina un effetto talmente speciale da non trovare alcun riscontro in nessun altro posto al mondo.

Geograficamente queste spettacolari cascate si collocano proprio a cavallo tra gli Stati Uniti ed il Canada, a nord di Buffalo (in territorio statunitense) ed a sud di Toronto (in territorio canadese). Ciò significa che si può giungere con relativa facilità provenendo da entrambi i Paesi.

New York dista circa 650 chilometri da Buffalo per cui, se non avete i giorni contati, il percorso può essere coperto tranquillamente in auto oppure in bus: risparmierete un bel po’ di soldi ed il valore aggiunto sarà dato dal fatto che, al contempo, avrete la possibilità di godervi il bellissimo paesaggio; viceversa, se avete poco tempo ed una tabella di marcia serrata, allora l’unica opzione valida, provenendo dalla “Grande Mela”, rimane quella dell’aereo.

Nel mio caso, non ho scelta: mi trovo a Manhattan ed il giorno dopo sono in partenza per la California. Se non voglio perdermi questa meraviglia della natura, non mi rimane altro da fare che prendere al volo un aereo, di buon mattino, che dal New Jersey in poco meno di un’ora mi porta direttamente a Buffalo.

All’aeroporto di Buffalo, ad attendermi, trovo Lucy, un’attempata e simpatica signora di lontane origini calabresi che da più di venti anni lavora come guida turistica, accompagnando quotidianamente i visitatori da un versante all’altro delle cascate, a bordo di un vecchio pulmino.

Essendo atterrato a Buffalo, la prima tappa di questa esaltante giornata, ovviamente, è dedicata al versante americano: dopo circa 30 minuti di guida si schiude ai miei occhi uno spettacolo che non teme paragoni e di fronte al quale la maestosità della natura prorompe in una potenza da lasciare senza fiato.

Nel frattempo la loquace Lucy mi racconta di un’antica leggenda legata all’origine delle cascate (di cui, onestamente, non ricordo più nulla) e mi fornisce anche alcuni dati “tecnici”: curiosamente, pare che gli americani sfruttino “a regime” l’immensa portata delle acque, convertendola in energia idroelettrica: non so perché…ma non me lo sarei aspettato!

Lo scenario, come già detto, è magnifico; tuttavia, il bello deve ancora venire. Si risale a bordo del pulmino di Lucy e si passa la frontiera con il Canada, entrando nella regione dell’Ontario. Si avverte subito che il paesaggio è differente: si attraversano pinete, laghetti, parchi con aree attrezzate, fiumi, dolci colline e si vedono, sparse qua e là, piccole casette di legno con tetti spioventi, talmente belle da sembrare finte.

Tutto è all’insegna del relax: persino i poliziotti, da queste parti, girano in calzoncini e mountain bike, non sono armati ed hanno un aspetto estremamente pacifico e bonario.

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Ci si ferma per la pausa pranzo in un piccolo ristorantino e, non appena consumato il pasto, si prosegue spediti in direzione Canadian Niagara Falls.

Finalmente si arriva alle mitiche cascate sul versante canadese che da queste parti tutti chiamano “horseshoe”, letteralmente “ferro di cavallo”, per la particolare forma che le acque assumono, prima di precipitare da un altezza di circa 50 metri. La vista è impressionante anche per la prospettiva da cui si possono ammirare le cascate: praticamente a pelo d’acqua, tant’è che gli spruzzi mi arrivano direttamente sul volto e sulla lente della fotocamera.

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Per i più audaci, vi è pure un battello che porta proprio a ridosso delle cascate per ammirarle da un’ulteriore prospettiva, vale a dire dal basso (non preoccupatevi per l’abbigliamento, gli impermeabili ve li forniscono loro).

Gli spruzzi, illuminati dai raggi del sole, producono giochi di luce e con soddisfazione riesco a catturare, con la mia fotocamera, un timido arcobaleno che fa capolino tra gli zampilli.

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La giornata volge al termine; è ormai giunto il momento di riattraversare la frontiera con gli Stati Uniti e dirigersi speditamente verso l’aeroporto di Buffalo; non mi rimane altro che salutare la cara vecchia Lucy e salire a bordo di un altro aereo, con destinazione New Jersey, da dove appena dodici ore prima ero partito (anche se sembra passato un secolo!).

Domani è un altro giorno che mi porterà lontano, nel mitico Far West: dapprima in California e, successivamente, partirò alla scoperta dei grandi Parchi Naturali dell’Arizona e del Colorado…il pensiero mi mette i brividi addosso ma adesso è ancora presto per pensarci, adesso la mente è ancora là, a quell’impetuoso e straripante spettacolo della natura che ho avuto il privilegio di poter osservare così da vicino, la mente è ancora a quelle memorabili cascate la cui bellezza è stata appena sfiorata da un’indecente accozzaglia di souvenir, venditori ambulanti di pop-corn, piattaforme panoramiche ed altre banali attrazioni per turisti a cui finora, volutamente, non avevo fatto cenno (solo per non adombrare la magia del racconto), e che, secondo il mio personale punto di vista, non dovrebbero avere alcun diritto di cittadinanza in uno dei luoghi più belli che Madre Natura ci ha donato.

19 pensieri riguardo “Canada

  1. I can’t understand language but happy you visited Canada.

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    1. hahaha! Thank you very much for your funny comment 😀

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  2. Che bellezza! Mi piace molto il dettaglio dei poliziotti non armati. Di sicuro è per una ragione e non può che essere incoraggiante 🙂

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    1. Eh già, hai colto nel segno! Se pensiamo che nelle nostre città ad ogni angolo di strada si vedono spesso poliziotti armati sino a i denti (persino all’ingresso dei presidi di Pronto Soccorso…), allora si capisce che distanza siderale (almeno da questo punto di vista) ci sia tra loro e noi!
      Un abbraccio e buona giornata 🙂

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  3. Pure al Pronto Soccorso?!? Che cosa brutta. A Parigi al Pronto Soccorso controllavano le borse, figuriamoci 😦

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    1. A Palermo, invece, anziché essere accolti da un operatore sanitario, il primo impatto è con un uomo in divisa paramilitare con pistola e manette… poi se ti va bene dopo cinque ore di attesa, ti riceve finalmente qualcuno in camice bianco! Che tristezza 😦

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      1. Ma che roba!! Non ne avevo idea!! 😦

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  4. Buonasera Giovanni, un altro articolo meravigliosamente scritto. Usi descrizioni cosi ricche che non solo descrivono le cose cosi bene, ma espandono il mio italiano.Il mio livello non mi permette di usare ancora parole del genere, ma sono state archiviate per usarle un giorno! 🙂

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  5. Buonasera Giovanni, un altro articolo meravigliosamente scritto. Usi descrizioni così ricche che non solo descrivono le cose così bene, ma espandono il mio italiano. Il mio livello non mi permette di usare ancora parole del genere, ma sono state archiviate per usarle un giorno.
    Ciao

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    1. Ciao Lynne e mille grazie per l’attenzione e la costanza con cui segui sempre il mio blog 😊

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      1. Ciao, è un piacere leggere Giovanni, e mi aiuta con il mio italiano

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  6. Giovanni incrocia le dita per me, fai gli scongiuri per me ed augurami una buona partenza. Un grande viaggio mi attende. Tutto programmato nei minimi dettagli, tutto pagato ed ho una paura folle che capiti qualcosa per cui non possa partire. Qualche consiglio dove mangiare a Niagara Falls? Non ho letto l’articolo fino in fondo ma lo devo fare prima di partire 😘

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    1. Ciao Bea,
      Sono certo che tutto andrà per il verso giusto e che potrai scrivere un’altra grande pagina della tua vita di viaggiatrice. Non so indicarti dove mangiare a Niagara Falls (è passato troppo tempo da allora…) ma credimi, c’è solo l’imbarazzo della scelta, per tutti i gusti e per tutte le tasche.
      Bene, incrociamo le dita e aspetto notizie (e belle foto) al tuo ritorno 😉

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      1. Grazie Giovanni, sono in trepidazione per questo viaggio. Guarda mentre scrivo il cuore ha preso una grossa accelerata. Vedrai quanti bei posti visitero’. Ormai il countdown è iniziato. Oggi sono a meno 14. Un abbraccione Bea

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      2. Capisco molto bene le sensazioni che stai provando: penso che alla vigilia di un viaggio così importante come questo, un po’ di sana adrenalina ci stia, è del tutto normale e comprensibile.
        Un abbraccio,
        Giovanni

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  7. Hi Giovanni. We have been to Niagara Falls on many occasions, the last being in 2018. They are spectacular, but the town is too touristy, so we stayed at Niagara on the Lake instead. Thanks for sharing your experience. Allan

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