Slovenia

La Slovenia è l’unico Paese al mondo che contiene, all’interno del suo nome la parola “Love/Amore”: SLOVENIA.

Ed è proprio su questo singolare gioco di parole che fa leva l’Ente nazionale del turismo sloveno per invogliare i turisti di tutto il mondo a visitare questo piccolo paese d’Europa, un paese piccolo per estensione territoriale, ma con un grande cuore ed una grande anima, un paese di cui ci si innamora a prima vista, un paese che mi ha accolto con leggerezza riservandomi piacevolissime sorprese.

La sua capitale, Lubiana, è stata insignita qualche anno fa del titolo di Capitale Verde Europea ed il paese ha recentemente vinto un ambito premio assegnato da National Geographic alle destinazioni che incoraggiano il turismo eco-sostenibile.

Non a caso, dunque, la Slovenia è uno dei Paesi più ricchi di biodiversità, con quasi il 60% del territorio che risulta coperto da foreste praticamente incontaminate.

Oltre alle incontrovertibili bellezze naturalistiche, un extra-point è dato dal fatto che le strutture turistiche sono di livello più che soddisfacente ed i prezzi si mantengono relativamente bassi, sicuramente di gran lunga inferiori rispetto a quelli praticati in altri ben più gettonati e frequentati paesi europei.

Eppure, nonostante tutti questi ingredienti dovrebbero rendere la Slovenia particolarmente appetibile ai turisti d’ogni dove (in specie a quelli italici non foss’altro che per una questione di mera vicinanza geografica), per qualche strana ed incomprensibile alchimia, questa meravigliosa gemma color smeraldo rimane ancora ai margini dei flussi del turismo di massa, aliena alla stragrande maggioranza dei vacanzieri mordi e fuggi.

Mi accorgo di quanto siano trascurate le potenzialità del piccolo paese sloveno non appena rompo gli indugi e decido di acquistare un volo per Lubiana. Il responso dei motori di ricerca online è, da un certo punto di vista, alquanto sbalorditivo: nessun vettore (ivi comprese le classiche compagnie low-cost) opera direttamente da Palermo – che è una delle cinque più grandi città d’Italia – e nessun vettore opera, in direzione Slovenia, neppure dagli altri tre aeroporti internazionali che hanno sede in altre città della mia regione.

Rimango perplesso e un po’ deluso dall’esito della mia ricerca: nonostante sulla spinta dell’industria compiacente del turismo ogni giorno, sempre più numerosi voli charter decollano da ogni dove con destinazione verso il nulla, trasportando orde di turisti verso mete sino a quel momento ignote ed anonime che divengono poi, artificiosamente, di gran moda, paradossalmente sembra, invece, che della Slovenia si siano perse le tracce…
Tuttavia, non mi arrendo e ricomincio a pianificare il mio viaggio seguendo percorsi alternativi.

Trovo per pochi spiccioli un volo A/R Palermo-Trieste, non ci penso più di tanto ed acquisto subito il mio biglietto: sarà una buona occasione, lungo la strada, per un stop-over di ventiquattr’ore nel capoluogo friulano che, peraltro, a mio avviso, è sicuramente una città ricca di fascino e con tante cose da vedere, una città da vivere.

Trieste dista poco più di un’ora da Lubiana, la deliziosa capitale slovena. La tratta è coperta da un servizio regolare di pullman fornito dalla “Flixbus”: se si acquista il biglietto del bus online (procedura che consiglio di seguire) e si è fortunati, con circa dieci euro si giunge a destinazione; viceversa, il prezzo ufficiale di ogni singola corsa, credo si aggiri intorno a trenta euro, o giù di lì.

In genere, nella scelta degli alberghi, cerco di trovare sempre il giusto equilibrio nel rapporto qualità/prezzo: a Lubiana, complici i prezzi decisamente più bassi rispetto ai nostri, ho deciso di puntare ad uno standard un po’ più elevato. La scelta si è rilevata azzeccata. Il City Hotel Ljubljana è davvero un ottimo hotel ubicato nel cuore di Lubiana, a pochissimi isolati di distanza dall’isola pedonale. Con poco più di cento euro al giorno (colazione pantagruelica inclusa) ho ottenuto una camera doppia (n°308) davvero comoda e confortevole, con uno splendido terrazzino (fornito di tavolinetto e poltroncine) da cui poter godere di una straordinaria vista sul castello che domina dall’alto la città.

Mi avevano detto che nei giorni in cui avrei dovuto visitare la Slovenia si aspettavano violenti temporali, mi avevano detto che alla luce di tali previsioni, forse, non valeva neppure la pena andare, ma si erano sbagliati! Per tutto il periodo della mia permanenza in Slovenia il tempo è stato sempre stupendo e non ho mai dovuto tirar fuori l’ombrello, alla faccia dei pessimisti…

La città è piccola ma estremamente carina e si può girare tranquillamente a piedi, lasciandosi guidare dal proprio istinto: perdersi lungo la strada non è proprio possibile!

Io ho cominciato il mio giro partendo da Piazza Preseren, che dà l’accesso alla città medievale. Sulla piazza domina La Chiesa Francescana dell’Annunciazione che, con il suo colore rosso e lo stile barocco, ha un grande impatto visivo. La visita, all’interno è gratuita e si possono ammirare degli splendidi affreschi dipinti dal pittore sloveno Matej Sternen.

A poche decine di metri di distanza dalla piazza si nota il celebre ponte a tre corsie chiamato, per l’appunto Triplice Ponte. Il ponte rappresenta il centro nevralgico della città, il luogo dove artisti e musicisti di strada animano le giornate dei passanti. La struttura, apparentemente stravagante, nasce per esigenze pratiche dovute all’incremento del traffico cittadino: in principio era un semplice ponte in pietra, poi vennero aggiunti due altri ponti pedonali con le balaustre bianche, che affiancarono quello preesistente.

Superato il ponte, a circa 200 metri, si giunge alla Piazza Civica, cuore del centro antico di Lubiana, costellata da eleganti edifici. Tra gli altri, il Municipio, con la Torre dell’Orologio. Proprio davanti al Municipio si erge l’Obelisco della Fontana dei Fiumi Carniolani, splendida opera barocca dello scultore Francesco Robba, che si ispira abbastanza chiaramente alla Fontana dei Quattro Fiumi di Piazza Navona, in Roma.

A pochi passi dalla Piazza Civica si staglia la Cattedrale di San Nicola, facilmente riconoscibile per le sue due torri e per la grande cupola verde: all’esterno la prospettiva non è delle migliori, stante la strada stretta che costeggia la facciata principale; la visita all’interno prevede il pagamento di un biglietto d’entrata. Io ho declinato… ma chi c’è stato racconta di un formidabile concentrato di tesori artistici.

Altra tappa da non perdere è il Ponte dei Draghi, un vero simbolo della città di Lubiana. Venne costruito nel 1900 per festeggiare l’Imperatore Francesco Giuseppe e fu uno dei primi in Europa ad essere realizzato in cemento armato. Ai lati vi sono quattro draghi alati in rame, dall’aspetto feroce. La figura del drago troneggia anche sullo stemma della città ed è considerato il protettore di Lubiana.

Partendo dal Ponte dei Draghi e percorrendo una strada in salita per circa 800 metri, si arriva al Castello di Lubiana, della cui splendida vista, come accennavo sopra, ho potuto godere dal balcone della mia camera d’albergo.

Se non si vuole fare la scarpinata sino alla cima del colle è possibile, con un biglietto di 4 euro (andata e ritorno), utilizzare una comoda e panoramica funivia.

Io ho optato per questa soluzione e non mi pento d’essermi evitato la salita sotto il sole battente…

Il castello ha alle spalle una lunga storia quasi millenaria, fatta di ristrutturazioni e cambiamenti di destinazione d’uso: è stato residenza nobiliare, caserma, ospedale militare ed infine penitenziario sino ai primi anni del 900. Durante il risorgimento anche Silvio Pellico, l’autore de Le Mie Prigioni, passò in transito da questa prigione, dove scontò parte della sua pena detentiva.

All’inizio del secolo scorso il Castello venne acquistato dal Comune e da allora viene utilizzato come attrazione turistica e sede di mostre e manifestazioni culturali.

Non si può avere una visione completa di Lubiana senza una visita al Mercato Centrale, a cui si accede costeggiando l’animato lungofiume, ricco di ristorantini, negozi e caffè.

Prima di giungere al mercato, si attraversano una serie di ponti che sormontano il fiume Ljubljanica, tra cui il Ponte dei Calzolai e, soprattutto, il Ponte dei Macellai, altrimenti detto “Ponte dell’Amore”, perché qui gli innamorati sono soliti sigillare simbolicamente il loro amore agganciando un lucchetto alla ringhiera metallica, dopo aver gettato le chiavi nel fiume che scorre di sotto.

Anche di sera Lubiana offre al visitatore un aspetto estremamente rilassante e gradevole, con le tante luci della strade che creano un po’ ovunque un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Per quanto riguarda i ristoranti di Lubiana, c’è solo l’imbarazzo della scelta: la cucina slovena ha una sua peculiarità, pur essendo, inevitabilmente influenzata dalla cucina italiana, ma anche da quella balcanica. Ho provato alcuni ristoranti, tra cui “Sarajevo 84” e “Gostilna šestica”, entrambi in pieno centro città, entrambi promossi. Il primo dei due si ispira a sapori prettamente balcanici e offre un menù un po’ ripetitivo a prezzi davvero stracciati; il secondo ha un’atmosfera un po’ più elegante ed un menù decisamente più variegato. Tuttavia, il pasto che mi ha dato maggiore soddisfazione è quello che ho consumato in uno dei posti più “veraci” di Lubiana: Hallo Leskovac, conosciuto dagli avventori locali come “lo Zar”. E’ un qualcosa a metà strada tra una taverna ed una panineria di periferia. Dispone di qualche tavolino all’aperto, non ha fronzoli ed è spesso affollato da camionisti di passaggio. Se non vi lasciate scoraggiare dalle apparenze, vi assicuro che mangerete delle salsicce alla griglia che non dimenticherete mai più: garantito!

Sinora ho descritto, più o meno minuziosamente, le principali attrazioni che offre al visitatore la città di Lubiana. Tuttavia, è bene ricordare che la Slovenia non è solo Lubiana, ma è tanto altro: la Slovenia è anche mare, montagna, rinomate stazioni sciistiche, spettacolari grotte carsiche e, soprattutto, meravigliosi laghi. Tra questi, sicuramente il più conosciuto per la sua incredibile bellezza è quello di Bled, un lago glaciale alimentato da sorgenti di acqua calda, una meraviglia della natura che custodisce al suo interno un castello medievale arroccato sulla scogliera e un isolotto sormontato da una chiesetta.

Approfittando di una splendida giornata di sole, ho raggiunto Bled da Lubiana con un bus di linea che collega quotidianamente, con partenze regolari ogni trenta minuti, la capitale slovena a questa amena località lacustre. Il tragitto dura circa un’ora ed il costo del biglietto è pari ad una manciata di euro. Se alla stazione dei bus comprate contemporaneamente un ticket di andata e ritorno, otterrete anche un sensibile sconto.

La passeggiata lungo il perimetro del lago è decisamente piacevole. Il cammino è ombreggiato grazie alla presenza degli alberi che svettano ai lati del sentiero ed è reso oltremodo riposante anche per la presenza di numerose panchine poste a breve distanza l’una dall’altra.

Per completare il giro a piedi ci vogliono circa un paio di ore. Consiglio di non lasciarsi tentare dalla fretta ma prendersela con comodo, tanto più che, a mano a mano che si percorrono le sponde del lago, vi imbatterete in sempre nuovi incantevoli scorci da fotografare: tra le icone più gettonate, il suggestivo castello che sorge su uno sperone di roccia e la pittoresca isoletta in mezzo al lago, a cui accennavo sopra.

Se decidete di raggiungere l’isolotto, non vi rimane che salire a bordo di una “pletna”, caratteristica imbarcazione a remi progettata secondo il concetto della gondola veneziana. In totale ci sono circa una ventina di pletne che, durante il giorno, fanno la spola dal punto d’imbarco sulla sponda del lago, sino all’isolotto al centro dello specchio d’acqua. Ogni singola traversata dura circa mezz’ora ed il biglietto di andata e ritorno costa quindici euro. Probabilmente è un po’ caro ma, a meno che non decidiate di farvela a nuoto, non rimangono molte altre opzioni…

Attraccando sull’isola una ripida scalinata vi porterà ai piedi della chiesetta di Santa Maria Assunta. La fatica della salita sarà ripagata non solo per la bellezza della Chiesa, con le sue linee semplici e pulite, ma anche perché da lassù si potranno ammirare splendidi scorci panoramici.

Ai più golosi consiglio di fare un ultimo sforzo ed arrivare proprio in cima alla collinetta: lassù si trova una piccola gelateria artigianale con qualche tavolo all’aperto, dove ho potuto assaporare un delizioso gelato ai frutti di bosco.

In apertura di questa narrazione sul mio viaggio in Slovenia, dicevo che questo piccolo Paese mi ha accolto con leggerezza, riservandomi piacevolissime sorprese. La Slovenia mi ha sorpreso ben al di là delle mie aspettative di partenza e mi rincresce di aver pianificato un viaggio forse troppo breve per poter scoprire tutto ciò che, sicuramente, c’è da conoscere in quello che in molti, a giusta ragione, definiscono “il cuore verde d’Europa”.

A prescindere dal patrimonio culturale (comunque rilevante), ciò che rende unica questa terra è, infatti, la magnificenza dei paesaggi naturali di cui tutti gli Sloveni vanno orgogliosamente fieri e su cui si sta intelligentemente puntando, ormai da diversi anni, per uno sviluppo turistico alternativo ed eco-sostenibile. L’imperativo categorico è quello di preservare l’ambiente, salvaguardando il diritto delle generazioni future di vivere in un mondo migliore rispetto a quello attuale. La strada è già stata tracciata, la direzione è quella giusta, la speranza è che anche altri Paesi possano seguirne l’esempio virtuoso.

A me, non rimane che dire: “Grazie Slovenia” per le emozioni che mi hai regalato.

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