Singapore

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Singapore è una piccola città-stato del Sud-est asiatico, geograficamente separata dalla Penisola della Malesia da uno stretto braccio di mare e distante solo pochi chilometri dalla linea dell’Equatore.

A quella latitudine, inutile sottolinearlo, il clima è sempre estremamente caldo e umido per cui, a meno di un clamoroso colpo di fortuna, la pioggia è sempre una costante per i visitatori che scelgono Singapore come meta delle loro vacanze.

Ad onor del vero io non ho  scelto Singapore come meta di una possibile vacanza ma, al contrario, Singapore ha scelto me come suo involontario ospite.

Mi spiego meglio: l’obiettivo è l’Australia; la ricerca è finalizzata all’individuazione della compagnia aerea con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Dopo un’accurata indagine nell’universo mondo di Internet, traggo le conclusioni della mia ricerca: Singapore Airlines! La compagnia è tra le più solide al mondo, costantemente inserita ai vertici delle classifiche mondiali dalle agenzie di rating internazionali che valutano annualmente l’operato delle varie compagnie aeree. Il prezzo del biglietto per l’Australia è competitivo ed inoltre viene data la possibilità di optare per un lungo stop-over in quel di Singapore, dove si offre la possibilità ai passeggeri in transito, di usufruire gratuitamente di un tour in pullman, alla scoperta delle principali attrazioni turistiche della piccola repubblica sud-orientale.

Pronti: via! Si parte da Milano con destinazione intermedia Aeroporto internazionale di Changi-Singapore e destinazione finale per la terra dei canguri.

Singapore A350 Delivery Flight

Dopo circa tredici ore di volo atterro a Singapore. L’aeroporto Changi è immenso. Una vera e propria città nella città.  Le statistiche riportano che è uno dei più importanti aeroporti al mondo, con una movimentazione di oltre cinquanta milioni di passeggeri all’anno.

Non appena metto piede in aeroporto, mi colpiscono subito una serie di cartelli che impongono numerosi divieti… alcuni a dir poco bizzarri (tra gli altri, il divieto di baciarsi in pubblico, il divieto di sputare per terra e finanche il divieto di masticare chewing gum!).

Prima di partire avevo letto qualcosa e mi ero documentato sul regime politico particolarmente autoritario della piccola repubblica… una repubblica che nasconde un carattere pericolosamente tendente al dittatoriale.

A Singapore, giusto per dare un’idea, la libertà di stampa è un concetto abbastanza relativo, l’omosessualità è considerata reato e punita con l’arresto immediato (i semplici sospettati possono essere reclusi per un periodo di ventiquattro mesi senza un regolare processo), chi imbratta i muri o, più in generale, vandalizza l’arredo urbano è condannato alla fustigazione, la detenzione e lo spaccio di cocaina, così come le rapine a mano armata vengono puniti con la pena di morte mediante impiccagione.

Di contro, Singapore non ha reati di alcun tipo (il tasso di criminalità tende a zero) e non ha neanche problemi di droga; Singapore è, inoltre, un Paese decisamente ricco, con un PIL pro capite tra i più alti del Pianeta ed è anche il luogo dove, in valore assoluto, risiede il maggior numero di milionari. I servizi di prima necessità sono assicurati alla quasi totalità della popolazione ed il sistema sanitario funziona alla perfezione

Insomma, ogni medaglia ha sempre il suo rovescio ma è evidente che il prezzo che Singapore sta pagando per divenire la “Regina del Pacifico” è davvero troppo alto: a mio giudizio, l’evoluzione di un Paese deve sempre passare dalla concessione dei diritti etici e morali, dalla libertà di stampa e opinione, dall’eliminazione della censura e della xenofobia. Singapore, dal mio punto di vista, deve necessariamente fare questo passo per continuare a splendere. Ma questa è un’altra storia…

Tornando alla mia visita di Singapore, giunto in aeroporto, mi metto subito alla ricerca del punto di ritrovo dei partecipanti al Free Singapore Tour di cui parlavo sopra, gentilmente omaggiato dalla stessa compagnia aerea, a tutti i passeggeri in transito con lunghi stop-over.

Poiché, come è facile intuire, le richieste di partecipazione sono elevate ed i posti a disposizione, chiaramente, limitati, vige il principio del first come, first serve: quindi, il miglior consiglio che posso dare a chi avesse intenzione di usufruire di questo tour e non vuol correre il rischio di  rimanere a terra, è quello di prenotare preventivamente data e orario del tour, contattando direttamente la Singapore Airlines subito dopo l’acquisto del biglietto. Per i dettagli tecnici, ho pubblicato una recensione su Tripadvisor che può essere letta cliccando qui.

Il mio tour comincia alle dieci e trenta in punto; subito dopo aver passato il rigido controllo passaporti, con tanto di fotografia segnaletica e rilevamento di impronte digitali, mi unisco al gruppo: ad attenderci, all’esterno dell’aerostazione, un pullman gran turismo con aria condizionata sparata “a pompa”. Il caldo, all’esterno, è a dir poco asfissiante.

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Dopo essere passati dal Distretto Coloniale, ed aver visto (dai finestrini del bus) alcuni degli edifici storici tra cui, il Municipio, l’Alta Corte di Giustizia e la Galleria Nazionale), così come da copione ci si ferma per la prima sosta al Distretto Finanziario e Commerciale della città, con i suoi impressionanti grattacieli che si specchiano sul mare. La guida ci “concede” venti minuti di pausa per una veloce passeggiata al Merlion Park, per consentirci di scattare qualche foto al “Merlion”, simbolo di Singapore, una mitologica statua con il corpo di pesce e la testa di leone, che simbolizza la duplice natura della piccola repubblica: nata come borgo di pescatori poi divenuta, nel tempo, ricca e regale.

Prima di scendere dal pullman, veniamo “minacciati” dal nostro accompagnatore: non saranno ammessi ritardi e chi non ritorna in tempo utile, verrà abbandonato al suo destino!

Allo scadere dei venti minuti siamo tutti a bordo, tranne una giovane coppia che, in lontananza, cerca di attrarre la nostra attenzione con ampi gesti, mentre si avvicina di corsa al parcheggio del bus. Morale della favola: tre minuti di ritardo sul ruolino di marcia! La guida è estremamente contrariata per il contrattempo, sembra quasi disperata per quanto accaduto e redige un verbale che farà firmare ai due malcapitati “ritardatari” (e ad altri due partecipanti al tour, estranei alla vicenda ed estratti a sorte, in qualità di testimoni dell’episodio), in cui viene messo per iscritto che eventuali sanzioni comminate dall’Azienda per il ritardo accumulato, ricadranno esclusivamente sulle spalle dei due poveretti, ritenuti unici responsabili.

Dopo questo incredibile episodio di intolleranza, espressione della totale assenza della benché minima flessibilità, il tour riprende normalmente. Si passa attraverso vari quartieri della città, tra cui Chinatown ed il quartiere Indiano. Singapore è, infatti, una città cosmopolita in cui i quartieri multietnici convivono a pochi isolati di distanza gli uni dagli altri.

Il clou del tour è rappresentato dalla visita di Kampong Glam, quartiere tipicamente arabo-malese nel cuore di Singapore, dove si erge maestosa la Masjid Sultan, la moschea famosa per la grande cupola dorata e gli slanciati minareti. La moschea è circondata da una piacevole zona pedonale interamente lastricata, dove si può passeggiare e fare shopping nelle piccole botteghe che propongono una varietà di prodotti arabi, dai tappeti ai classici tessuti. Anche qui la sosta prevista è di venti minuti, ma questa volta, dopo appena quindici minuti, tutti i componenti del gruppo sono già disciplinatamente seduti all’interno del pullman…

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Il giro per i vari quartieri di Singapore dura, in totale, circa tre ore, ed alla fine del percorso il pullman ci scarica nuovamente all’aeroporto, dove mi attende ancora un’attesa di qualche ora, prima di prendere un nuovo aereo che mi porterà in Australia.

Tuttavia, non corro alcun rischio di annoiarmi. L’aeroporto di Singapore non è semplicemente un Terminal collegato ad una galleria commerciale, ad un business center e, magari, anche ad un hotel: il Changi Airport è molto di più, è espressione del lusso più estremo, un autentico parco dei divertimenti, con una piscina aperta ad ogni ora del giorno e della notte, una sala cinema gratuita, una piantagione decorativa di orchidee con tanto di cascata e giungla lussureggiante ed infine, un bellissimo giardino di farfalle tropicali dove trascorro una piacevole mezz’oretta, intervallata dallo scatto di qualche foto.

E così, tra un’attrazione e l’altra, il tempo scorre veloce. Ad un tratto una voce metallica dagli altoparlanti chiama l’imbarco per il volo Singapore-Brisbane: il mio volo.

Solite formalità doganali e sono già a bordo per la scoperta di un nuovo continente e per una nuova avventura da raccontare, mentre Singapore, già alle mie spalle, rimane semplicemente una piacevole tappa da ricordare…

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2 pensieri riguardo “Singapore

  1. Stavo pensando a quel divieto di baciarsi. Se uno magari gli viene automatico baciarsi e si becca la multa mi sa che non ci torna a Singapore. Forse va bene solo per i single.

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