Principato di Monaco

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Il Principato di Monaco è da sempre sinonimo di jet-set, ricchezza e “paradiso fiscale”. Con appena due chilometri quadrati è, dopo Città del Vaticano, il più piccolo stato indipendente al mondo.

Per chi non lo sapesse (ma credo siano in pochi), il territorio del Principato di Monaco si trova geograficamente nell’area che unisce l’Italia alla Francia ed occupa una sottile porzione di litorale della Costa Azzurra.

Il celebre ed esclusivo quartiere di Montecarlo, che rappresenta il cuore e la parte centrale del Principato Monegasco, si trova a soli quattordici chilometri dal confine italiano e ad una quindicina di chilometri da Nizza.

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Il Principato di Monaco non è quasi mai la destinazione finale, la meta ultima di un viaggio ma, assai spesso, rappresenta per la maggioranza di “comuni mortali” solo una tappa di passaggio; e così è stato sempre anche per me: tutte le volte che mi sono trovato a calpestare il suolo monegasco, l’ho fatto solo per poche ore, giusto il tempo di una visita lampo, prima di riprendere il mio cammino verso altre destinazioni.

Montecarlo è, nell’immaginario collettivo (ma anche nella realtà dei fatti) la culla del lusso e del divertimento, con i suoi edifici elegantississimi, con i negozi dei principali brand di moda e, soprattutto, con i suoi hotel di altissimo livello che attraggono, da ogni parte del mondo, star, nobili più o meno smidollati e personaggi del jet set internazionale.

La principale attrazione turistica del quartiere di Montecarlo è senza dubbio il suo celebre Casinò che continua ad attirare, anche ai giorni nostri, ricchi sfondati appassionati di giochi di carte, roulette e slot-machine.

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Ricordo ancora la prima volta che mi trovai a passare da Monte Carlo, al ritorno da un lungo viaggio itinerante in Spagna e Francia. Animato da mera curiosità, seppur mai particolarmente attratto dal gioco d’azzardo, puntai dritto verso il mitico Casinò, ma venni subito bloccato alla porta d’ingresso da un buttafuori, che mi impedì l’accesso, contestandomi un abbigliamento inadeguato; forse aveva ragione: sandali, calzoncini, barba incolta e zaino in spalla, mal si accordavano con l’atmosfera elegante di quel luogo. Eppure, sarà stata per l’orgogliosa incoscienza dei miei vent’anni, ma non riuscii a metabolizzare quel “gran rifiuto”, lo percepii quasi come un insulto alla mia persona…

A distanza di molti anni mi ripresentai al Casinò, questa volta adeguatamente vestito, in compagnia di mio figlio: ancora una volta venni respinto poiché, mi si disse, l’ingresso è interdetto ai bambini; insomma, sembra che tra me ed il Casinò, per qualche strana alchimia, non corra buon sangue…

Montecarlo credo sia il luogo perfetto non solo per gli amanti della vita mondana e del gioco d’azzardo, ma anche, lasciatemelo dire, per i parvenu dell’ultim’ora che sono sempre pronti ad ostentare in modo stucchevole la propria ricchezza, senza neppure rendersi conto di quando, colmando la misura, precipitano inevitabilmente nel cattivo gusto (nell’immagine sotto mi riferisco, chiaramente, alla Mercedes e non a mio figlio!).

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Una delle attrazioni più popolari del Principato è senza dubbio il suo circuito urbano di Formula 1. Il Gran Premio di Monaco si tiene dal 1950 ed è uno dei più eccitanti (e pericolosi) del campionato del mondo, con punti del circuito estremamente spettacolari come la curva del Mirabeau.

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Dalle terrazze degli alberghi si godono scorci panoramici di grande bellezza e, approfittando di una giornata di sole, non sarà affatto difficile portare a casa delle immagini cartolina da conservare nell’album dei ricordi.

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Detto questo, devo confessare che Monte Carlo non è, in valore assoluto, uno dei miei luoghi preferiti, non è l’habitat ideale per i miei gusti: la mia non vuole essere una condanna senza appello, anche perché credo che solo chi conosca a fondo un luogo sia nelle condizioni di poter valutare con cognizione di causa ed a ragion veduta; è solo un’opinione, il punto di vista di un umile viaggiatore che, tendenzialmente, preferisce paesaggi incontaminati ed orizzonti senza tempo, ai flash dei fotografi ed alle copertine patinate. Non so perché, ma a passeggio per le scintillanti strade di Monte Carlo ho avuto l’impressione di trovarmi fuori posto, ho avvertito la strana sensazione che tutto intorno a me avesse un che di finto, artefatto…

Come ho già avuto modo di dire in altre circostanze, mi è sempre piaciuto pensare che i luoghi siano, in un certo senso, come le persone, poiché mostrano al viaggiatore la loro personalità, la loro intima essenza. E se in alcuni casi tra me ed un luogo è scoccata una scintilla, in altre circostanze, come nel caso di Monte Carlo, è sorta, invece, non direi un’antipatia, ma una specie di diffidenza reciproca.

D’altro canto, solo viaggiando possiamo scoprire se in un luogo ci sia qualcosa che ci appartenga, oppure no, possiamo scoprire se da quel luogo ci sentiamo amati, oppure rifiutati. Ed io da Monte Carlo, per qualche strano motivo, a prescindere dal buttafuori del Casinò…non mi sono sentito amato! Magari se ne riparlerà alla prossima occasione…

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