Olanda

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L’Olanda, o per meglio dire i Paesi Bassi, è una tra le più piccole nazioni europee, e la sua singolare caratteristica è quella di sorgere, per buona parte, al di sotto del livello del mare. Nonostante ciò, nel corso dei secoli i suoi abitanti sono riusciti a strappare con sagacia vasti tratti di territorio al mare, attraverso un ingegnoso sistema di dighe…

L’Olanda è un Paese tranquillo, non a caso si trova spesso ai primi posti delle classifiche mondiali, specie in quelle relative alla felicità e al quieto vivere. Eppure, contrariamente a ciò che si potrebbe credere, questo non è un Paese “sonnecchioso”: tutt’altro!

Gli olandesi hanno un temperamento energico e vitale… almeno questa è stata l’impressione che ne ho ricevuto, ogni volta che mi sono trovato ad Amsterdam e dintorni, sia in un passato lontano che in tempi più recenti.

L’Olanda è un Paese dinamico, in continuo movimento. Tulipani e zoccoli colorati stanno in bella mostra, principalmente, nei negozi per turisti, mentre computer e prodotti di alta tecnologia sono considerati dagli stessi Olandesi business assai più produttivi. Al posto degli storici mulini a vento, sono proliferate nel Paese negli ultimi decenni, banche ed agenzie finanziarie in grado di assicurare maggiori guadagni.

Negli anni della beat generation sono partite dall’Olanda alcune delle correnti artistiche più rivoluzionarie d’Europa e, ancora oggi, l’Olanda si trova schierata in prima fila nelle campagne pacifiste, nelle politiche ecologiste e negli esperimenti di liberalizzazione delle droghe.

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Leggevo recentemente in un articolo del The Guardian (uno dei più autorevoli  quotidiani britannici), che l’Olanda, fra tutti i Paesi Europei, è quello con il più basso numero di ore di lavoro al mese per i lavoratori dei vari comparti; allo stesso tempo è, inoltre, il Paese con il più alto numero di lavoratori che si avvalgono dell’istituto del part-time, soprattutto tra le donne: questo dato, a mio giudizio, va interpretato come un chiaro segno del livello di benessere sociale.

La ricchezza economica, evidentemente, non ha reso indispensabile il doppio stipendio in famiglia. Va da sé che “orario ridotto” significa anche avere più tempo libero da dedicare alla famiglia e ad altre attività: prima fra tutte lo sport. Nei Paesi Bassi, infatti, secondo una classifica pubblicata sempre in seno a quell’articolo del The Guardian, più della metà della popolazione adulta si allena regolarmente almeno tre o quattro volte la settimana e, come si sa, fare movimento aiuta la salute e, di conseguenza, induce al sorriso.

Giusto per fare un confronto, gli italiani risultano in terzultima posizione nella stessa classifica. Noi siamo quindi fra i popoli più sedentari d’Europa e pertanto, applicando l’equazione, anche fra i meno felici. Su tutti questi dati bisognerebbe sicuramente riflettere…

Tornando all’Olanda, Il modo più caratteristico per andare in giro per il Paese è, ovviamente, la bici. Nei weekend giovani e meno giovani pedalano in massa verso prati e spiagge. Io non ho mai adoperato la bici per spostarmi all’interno di questo Paese e mi sono sempre mosso prevalentemente a piedi, nei centri abitati, oppure in bus o in auto, fuori città. La guida da questa parti è semplice, gli automobilisti sono disciplinati, le strade sono assolutamente pianeggianti e, di norma, in buone condizioni.

Amsterdam, ovviamente, è la città più nota e rappresentativa del paese: conosciuta anche come la Venezia del Nord per i suoi numerosi canali, è una delle città più affascinanti del mondo, un piccolo paradiso tanto amato ed apprezzato dai turisti per il suo aspetto romantico.

Amsterdam è caratterizzata anche da un lato più “trasgressivo”, quello che l’ha portata a conquistarsi il titolo di capitale del divertimento e del proibito, e l’ha resa famosa per l’atmosfera rilassata e liberale che si respira in ogni angolo della città.

L’aeroporto internazionale di Schiphol è uno dei più grandi ed efficienti aeroporti al mondo. Anzi, ragionandoci sopra, sono portato a dire che probabilmente è l’aeroporto più grande fra quelli che ho visto, ivi compresi i grandi aeroporti americani ed australiani…forse solo il Changi di Singapore mi ha dato l’impressione di essere ancor più “gigantesco”.

Per raggiungere il centro di Amsterdam in 30/40 minuti si prende l’Amsterdam Airport Express (linea 197), un efficiente servizio di autobus che parte ogni 15 minuti e arriva a Museumplein, Rijksmuseum o Leidseplein (il cuore della città), con un costo di poco inferiore ai cinque euro. Naturalmente è possibile usufruire, a costi decisamente più elevati, anche del servizio taxi ma, secondo me, non ne vale proprio la pena.

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Il centro della città è molto raccolto ed alloggiando intorno a Leidsplein o Piazza Dam è possibile spostarsi tranquillamente senza dover mai fare uso dei mezzi di trasporto.

La prima volta che sono andato ad Amsterdam ho alloggiato all’Hotel Marriott, un lussuosissimo albergo a cinque stelle, ubicato in una delle strade più centrali della città: nulla da eccepire sul comfort; i prezzi, tuttavia, sono elevati quindi, a meno di approfittare di qualche offerta last minute, per il resto non mi sento di consigliarlo.

L’ultima volta ad Amsterdam ho scoperto, invece, il Nadia Hotel, un piccolo alberghetto a gestione familiare, una gemma nascosta ubicata in posizione incantevole, proprio sopra uno dei suggestivi canali che attraversano il centro città. I prezzi sono relativamente modesti, l’accoglienza estremamente calorosa (ho trovato persino fiori freschi e acqua in camera…compresi nel prezzo!), l’incantevole vista dalla finestra della mia stanza sui canali della città (come si può vedere dalla foto sotto), è un valore aggiunto.

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I simpatici proprietari, ancora oggi, a distanza di un paio d’anni dal mio soggiorno, sono ancora in contatto con me ed in occasione delle festività pasquali e natalizie, non mancano mai di farsi vivi con una graditissima mail di saluti affettuosi.

L’albergo si trova all’interno di un edificio storico: pertanto, da un lato l’atmosfera è decisamente suggestiva, dall’altro, bisogna tener presente che, ovviamente, non c’è ascensore che porta ai piani, quindi regolatevi di conseguenza, anche perché le scale sono decisamente ripide…

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Per chi volesse leggere la mia recensione su Tripadvisor in merito a questo graziosissimo alberghetto, basta cliccare qui.

Per la visita della città, sono sufficienti tre o quattro giorni: la maggior parte del tempo sarà dedicata a splendide passeggiate per le affascinanti stradine del centro, per la visita dei numerosi musei ed eventualmente, per un suggestivo tour notturno dei canali, a bordo di una delle tante imbarcazioni che, a costi ragionevoli, offrono la possibilità di cogliere da una posizione privilegiata scorci indimenticabili di una città senza tempo, sorseggiando del vino rosso e degustando alcuni dei tanti saporiti formaggi locali.

A proposito di cibo, il livello medio dei ristoranti è abbastanza buono, i prezzi, in genere, di poco superiori a quelli a cui siamo abituati nei ristoranti italiani. Haesje Claes è uno di quelli in cui ho mangiato meglio (clicca qui per la mia recensione): si trova a poca distanza dalla centralissima Piazza Dam, in una traversina dall’apparenza un po’ desolata. Il locale è carino ma molto affollato, quindi è opportuna la prenotazione. Indimenticabile il gustosissimo salmone alla griglia con il purea di patate!

Per quanto riguarda i musei c’è solo l’imbarazzo della scelta: il Rijksmuseum (clicca per informazioni aggiornate su prezzi ed orari), con oltre un milione di visitatori all’anno, è il più grande museo d’Olanda. Per una visita appropriata occorre un’intera giornata. Se non volete sacrificare tutto questo tempo, allora vi consiglio di dirottare sul museo Van Gogh, in cui, in un paio d’ore, potrete ammirare la più grande collezione al mondo del pittore Olandese Vincent Van Gogh; unica raccomandazione: arrivate di buon mattino se non volete rimanere “intruppati” nelle lunghissime code all’ingresso. Ho lasciato anche su questa attrazione una breve recensione su Tripadvisor, se volete leggerla potete cliccare qui.

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Per una gita fuori porta, c’è solo l’imbarazzo della scelta: ho visitato incantevoli paesini come Edam, Volendam (un pittoresco villaggio di pescatori), Marken, ma sicuramente ciò che non si può bypassare, durante una permanenza in Olanda, è la visita di Zaanse Schans, un gioiello tutto da scoprire.

Il paesino sorge a quindici chilometri di distanza a nord-ovest da Amsterdam e, per raggiungerlo, ci vuole veramente poco: con il treno o col bus ci sono solo circa venti minuti di tragitto più 1 km a piedi, mentre se siete in macchina si segue la tangenziale A10 e si prende l’uscita per Zaandijk.

Non meravigliatevi se giunti in questo luogo fuori dal mondo, vi sembrerà di trovarvi in un contesto fiabesco: fiori curati, lunghe e infinite distese di erba perfettamente tagliata, nessuna collina all’orizzonte, animali lasciati in libertà, capre che pascolano felici e anatre che nuotano lungo i minuscoli canali. Se per alcuni l’atmosfera potrebbe sembrare fin troppo “turistica” e per questo poco autentica, dirigetevi verso i mulini: loro sono assolutamente originali e vengono tenuti in attività con estremo entusiasmo.

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Ritornando ad Amsterdam, l’ultima cosa di cui desidero raccontare, perché mi sta particolarmente a cuore, è la visita alla casa di Anna Frank che, a mio avviso, non può essere semplicisticamente catalogata fra le “attrazioni” della città, bensì come un luogo della memoria.

La visita della casa dove la piccola Anna e la sua famiglia trascorsero l’ultimo periodo prima dell’arresto e della deportazione nei campi di sterminio è estremamente utile, poiché, a mio giudizio, ci aiuta a capire un po’ meglio una delle pagine più amare della storia recente, ci aiuta a ricordare che in fondo all’animo umano dorme sempre una bestia pronta a risvegliarsi, e ci aiuta, infine, ad esorcizzare il rischio di tornare a ripetere gli errori del passato.

Particolarmente significativa la toccante frase di Otto Frank, il papà di Anna (unico sopravvissuto alla tragedia), che sta scritta su una parete dell’alloggio segreto, come monito per le generazioni a venire, dopo la tragedia dell’Olocausto: “To build a future, you have to know the past”.
E’ proprio così, per costruire il futuro dobbiamo conoscere il passato e, aggiungerei, custodirlo come patrimonio culturale all’interno dei nostri cuori, affinché la costante consapevolezza di esso, ci ponga al riparo dal rischio di ricadere negli stessi errori.

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Il viaggio in Olanda, oltre alle splendide immagini di un Paese sereno e tranquillo, mi lascia anche questo grande messaggio di solidarietà umana.

4 pensieri riguardo “Olanda

  1. Sono forse una delle ppche turiste che è andata ad Amsterdam per vedere Van Gogh e non per le droghe. Ovviamente pochi ci han creduto perchè la fama di città delle droghe è troppa. Comunque noi abbiamo alloggiato al Fashion Hotel perchè io volevo un albergo con piscina e spa dentro per rilassarmi a fine giornata. Ed essendo andati a novembre e avendo affrontato il freddo gelido era molto bello poi tuffarsi nell’acqua calda della piscina. Quindi magari l’alberghetto che consigli tu era più tipico ma quando io viaggio preferisco l’assoluta comodità.

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    1. Beh, siamo almeno in due a pensarla allo stesso modo… anch’io ho preferito Van Gogh alle droghe 🙂

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  2. Ciao Giovanni . La mia prima visita ad Amsterdam era per la nostra luna di miele , quasi 40 anni fa. siamo tornati forse 5 o 6 anni fa. La città, era come lo hai descritto… vibrante ma con un’ aria di rilassamento (e di cannabis) buoni bar e ristoranti le strade strette ed affollato ma anche i spazi aperti. Come la notte cadere la città ha un tocco romantico. Un camminato lunghi i canali che riflette tutti le luce, o bere il vino sul una crociera sul canale, per vedere i numerosi siti ( inclusi la famosa Luce Rosso) Abbiamo visitato alcune del musei. Un altro posto che abbiamo visitato era i giardini di Keukenhof. Nella primavera sono incredibile per l’occhio ed il naso. Come sempre mi è piaciuto leggere il tuo articolo e condividi molti dei tuoi pensieri. Lynne

    Piace a 1 persona

    1. Grazie Lynne,
      un altro graditissimo tuo commento, questa volta su Amsterdam, una delle città più vivaci e cosmopolite d’Europa.
      A presto,
      Giovanni

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