Irlanda

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L’Irlanda è un piccolo Paese  reso però grande da un paesaggio che sembra sospeso fuori dal tempo. In Irlanda non si viene per vedere qualcosa in particolare…in Irlanda si viene, fondamentalmente, per staccare la spina ed immergersi nella tranquillità di una natura generosa e selvaggia.

Ciò non significa che in Irlanda non ci sia nulla da vedere, tutt’altro: l’isola, con i suoi paesaggi immersi nel verde, le affascinanti città ricche di storia e animate da una vivace tradizione popolare, gli spettacolari siti archeologici che raccontano di una cultura millenaria, l’innata cordialità dei suoi abitanti, che si traduce quasi sempre in una calorosa accoglienza, si è imposta ormai da diversi decenni come una delle mete turistiche preferite da viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Attenzione: non ho detto “turisti”, bensì “viaggiatori”; perché è chiaro che il turista inesperto e frettoloso non ha nulla a che vedere con l’Irlanda, è incompatibile con il fascino discreto di questo luogo, è alieno ad una bellezza recondita che si svela solo agli occhi del viaggiatore più raffinato. Questa magica Terra è proprio come un diamante prezioso, che il profano può confondere con un semplice pezzo di vetro, mentre la capacità di riconoscerne il valore è riservata solo al vero intenditore. E da questo punto di vista l’Irlanda è un Paese per veri intenditori…i turisti “mordi e fuggi” possono invece puntare la rotta, senza alcuna esitazione, verso Palma de Mallorca!

Il viaggio in Irlanda parte quasi sempre da Dublino, la capitale di questa piccola Repubblica. In genere vi sono due opzioni per il viaggiatore che atterra all’aeroporto internazionale di Dublino con l’intenzione di esplorare il Paese:

  1. fermarsi nella capitale per qualche giorno, quindi noleggiare un’auto e cominciare il giro dell’isola;
  2. affittare subito l’auto e riservarsi la visita di Dublino alla fine del viaggio.

Io ho optato per la seconda soluzione e così, dopo aver preso in consegna l’auto e pagato dazio alla guida a destra, mettendomi subito sotto le ruote un paio di birilli della segnaletica stradale, ho cominciato il mio viaggio alla scoperta dell’isola verde, puntando in direzione Galway.

Da Dublino a Galway vi sono circa 200 chilometri. Tuttavia, se accettate un suggerimento, non vi consiglierei di coprire il percorso in un’unica soluzione: in primo luogo, perché le strade irlandesi non sono adatte alle alte velocità (e quindi bisogna calcolare almeno tre ore per l’intera tratta); in secondo luogo perché una prerogativa del viaggio in Irlanda è quella di godersi il paesaggio, esplorandone con estrema calma gli scorci più suggestivi.

Se siete d’accordo con me, allora vi do subito un indirizzo sicuro dove fermarsi per la notte: Shannonside House. In questa elegante Guest House a conduzione familiare, un’anziana coppia di coniugi, Marc e Linda, vi daranno il loro caloroso benvenuto. La casa è a soli dieci minuti a piedi dal castello di Athlone per cui, se arrivate in tempo utile, ci può scappare anche l’escursione.

Da Athlone, dopo circa un’ora di auto, si arriva a Galway, vivace città portuale sulla costa occidentale dell’isola.

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Se amate esplorare i paesi con strade colorate e locali caratteristici e conoscere le tradizioni della cultura locale, Galway è la città che fa per voi. Dalla grande piazza Eyre Square si accede alla strada principale, Shop Street, una via piena di negozi e con edifici dalle facciate molto particolari, in pietra o muratura colorata, con insegne eleganti e tanti tavolini dove fermarsi a bere una Guinness. La strada termina nel Latin Quarter, un angolo ricco di ristoranti, pub e locali accoglienti, animato soprattutto la sera.

Per dormire, a soli due minuti a piedi da Eyre Square, vi suggerisco il College Crest House, un grazioso B&B ubicato in un elegante edificio in stile Tudor.

Galway, oltre ad essere in valore assoluto una cittadina molto coinvolgente, rappresenta, tra l’altro, un punto di partenza strategico per visitare due diverse  attrazioni di estremo interesse:

  1. il Parco del Connemara (a circa cento km a nord di Galway);
  2. le mitiche scogliere di Moher (a circa cento Km a sud di Galway).

Percorrendo i sentieri del Parco del Connemara lo scenario che si apre davanti agli occhi è stupendo, dolci colline e laghetti intervallati da lande desolate, fiordi frastagliati e spiagge di sabbia bianca. Una zona selvaggia, dall’atmosfera a tratti anche un po’ struggente, ma che non manca di regalare sensazioni sorprendenti e paesaggi fiabeschi come il Lough Corrib, rinomato per la pesca di trote e salmoni. Sulla strada, inevitabile imbattersi nelle immancabili pecore e persino in cavalli allo stato brado.

Se avete voglia di avventurarvi ancora più a nord rispetto al Parco del Connemara, vi suggerisco una tappa ad Achill Island, uno degli angoli più romantici e selvaggi d’Irlanda: un luogo sperduto in balia degli elementi e della forza del mare, una suggestiva isola collegata alla terraferma da un piccolo ponte levatoio.

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Ad Achill Island ho dormito nella casa di un pescatore che ogni giorno, insieme al figlio ed al fratello, andava a pesca di salmoni selvaggi (da queste parti, come si sa, i salmoni sono endemici). La sera, rientrando a casa, offriva agli ospiti del suo B&B, che optavano per la formula della mezza pensione, il pesce appena pescato. Sarà stata la magia del luogo, ma il trancio di salmone alla piastra di Achill Island non l’ho più dimenticato…

Procedendo, invece, in direzione sud rispetto al Connemara, è subito percepibile il cambiamento di territorio: si passa dalla brulla torba, alle colline verdi e, lungo la via, si contano numerose fattorie e aziende agricole (alcune di queste offrono ospitalità ai viaggiatori occasionali).

Con una piccola deviazione lungo la strada per le mitiche scogliere di Moher, si arriva ad uno dei monumenti archeologici più fotografati d’Irlanda: Puolnabrone Dolmen.

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Poulnabrone è un’icona, simbolo indiscusso di quella natura preistorica che tanto affascina nel Paese celtico. Meno conosciuta, invece, è la zona che lo ospita: il Burren, un’area davvero insolita rispetto al resto d’Irlanda, un’area che, a tratti, regala paesaggi lunari, ma che si caratterizza anche per le sue morbide colline dalle mille sfumature di verde, punteggiate qua e là da antichi castelli, monasteri, chiese diroccate, tombe megalitiche, croci celtiche e persino caverne e grotte sotterranee.

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L’impatto con le scogliere (Cliffs of Moher) è tanto impressionante quanto suggestivo: una montagna di strati di roccia arenaria sedimentata che cade a picco sul mare da un’altezza di quasi duecento metri.

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Che sia una giornata di sole, nuvolosa o di pioggia, il panorama è assicurato e lascia a dir poco senza parole. Unica avvertenza: il luogo è particolarmente ventoso e non vi sono barriere di protezione per cui è fortemente sconsigliato camminare sino al bordo della scogliera. L’unica alternativa sicura, se non si vuole rinunciare al panorama sottostante senza rischiare di precipitare nello strapiombo, è quella di strisciare sul terreno…io l’ho fatto e vi assicuro che ne è valsa la pena!

Entrambe le escursioni (Parco del Connemara e scogliere di Moher) sono fattibili in giornata partendo da Galway; tuttavia, se desiderate soggiornare direttamente in loco,(cosa che vi consiglio caldamente per assaporare con calma la bellezza dei luoghi), ecco due ottimi riferimenti:

  1. Lakeshore House, un incantevole Bed and Breakfast a soli cinquanta metri dal Lago Corrib, in posizione ideale per visitare la regione del Connemara: la casa è circondata da uno splendido giardino ed è fornita anche di un comodo parcheggio privato. Alcune camere hanno la vista sul lago: in fase di prenotazione ho fatto specifica richiesta di “camera con vista” e la proprietaria, la simpaticissima Bernardette, ha soddisfatto la mia richiesta senza sollevare alcuna difficoltà.
  2. Lakeland House, un piccolo B&B a conduzione familiare inserito in un contesto naturalistico di rara bellezza ed a poca distanza in auto da Cliff of Moher.

Da questo avamposto, è possibile partire alla scoperta del Ring of Kerry,  un tratto di strada celebre in tutto il mondo per gli splendidi ed incontaminati paesaggi, situato nell’Irlanda sud-occidentale. Il Ring of Kerry è, sostanzialmente, un anello di circa duecento chilometri che riassume il tipico paesaggio irlandese: campagna verdeggiante, baie di sabbia bianca e vedute sconfinate sull’oceano.

Infine, a conclusione di un lungo viaggio attraverso la campagna irlandese, un viaggio che sembra dipanarsi non solo nello spazio, ma direi anche nel tempo, si giunge a Dublino, la vivace ed orgogliosa capitale dell’isola.

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Dublino è una città ricca di fascino e storia: è il centro della cultura irlandese e, nel tempo, ha saputo ammaliare scrittori e viaggiatori. Stupisce per la sua estrema vivacità che contrasta con l’atmosfera rarefatta che si respira nel resto dell’isola ma, col resto dell’isola, condivide il proverbiale calore della gente. Mescola antiche tradizioni con attività moderne e giovanili. A Dublino l’aria profuma di cultura e di musica, le strade raccontano di mitici gruppi che hanno segnato la storia del Pop, su tutti: gli Script e, naturalmente, gli U2.  Indispensabile una visita nel quartiere Temple Bar, vera e propria mecca degli Irish Pub, dove mandar giù musica è ancor più semplice che bere una Guinness. In uno dei locali della zona, per la precisione nel Bad Ass Cafè (il cui nome, per chi mastica l’Inglese, è tutto un programma…), una giovanissima ma già talentuosa Sinead O’Connor lavorava come cameriera negli anni ottanta. Dublino è, in breve, una meta assolutamente da non perdere per chi decida di visitare l’Irlanda.

Il problema principale a Dublino consiste nella difficoltà di trovare un alloggio a prezzi ragionevoli. L’offerta, purtroppo, non è commisurata alla richiesta e quindi, di conseguenza, i prezzi sono davvero altissimi.

Se potete pianificare con largo anticipo ed intendete recarvi a Dublino nel periodo estivo, vi suggerisco una soluzione alternativa, per certi versi suggestiva ed anche abbastanza economica, in mezzo al verde ed al fascino della cultura: il Trinity College. Questa università antica e prestigiosa nel cuore della città, racchiude biblioteche  ricche di fascino, splendidi tesori miniati come il Book of Kells, un grande parco curato ed un paio di musei da non perdere. Non tutti sanno che nel periodo compreso tra metà maggio e metà settembre gli studenti residenti lasciano libere le loro camere (molte delle quali con bagno interno): le camere (circa seicento), vengono quindi date in affitto ai turisti di passaggio. Ripeto, l’ubicazione è affascinante ed i prezzi abbordabili. L’unica avvertenza: prenotate per tempo, altrimenti non c’è alcuna possibilità di trovare un alloggio libero. Per chi volesse ulteriori informazioni, vi rimando al relativo link, cliccando qui.

Io sono tra quelli che non ha trovato la camera disponibile e, non volendo ripiegare tristemente su uno dei numerosi ostelli-dormitorio di cui la città è piena, ho preferito metter mani al portafoglio e prenotare una stanza al Temple Bar Hotel, un buon hotel a quattro stelle, praticamente al centro della movida. Per opportuna conoscenza segnalo la presenza di un Pub all’interno, per cui consiglio una camera ad un piano superiore se non volete rimanere svegli sino a tarda notte per il rumore.

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Sono partito per l’Irlanda con una valigia piena di curiosità, sogni e speranze, ma soprattutto con tanta voglia di avventura. Avevo bisogno di cambiare aria per un po’, di sfuggire alla monotonia della vita quotidiana, allontanandomi da tutto e da tutti.

Sono tornato dall’Irlanda con un bagaglio pieno di esperienze, emozioni e ricordi che difficilmente cancellerò dalla mia memoria.

Un’ultima immagine mi affiora alla mente: una casetta bianca a strapiombo sul mare; all’esterno della casa il “logo” con il trifoglio dell’Irish Tourist Board ed una scritta: “Rooms Available”. Sono stanco e penso che quello possa essere il luogo ideale dove trascorrere la notte. Busso alla porta e compaiono al mio cospetto due bambine con le trecce rosse e le lentiggini al viso…mi fanno cenno di entrare e di sedermi su un divanetto un po’ liso. Dopo pochi minuti compare una terza bambina e mi porge una tazza di tè e dei biscotti. Sorseggio il mio tè e mi chiedo se quello sia un luogo reale o se, per incanto, sia stato traslato in uno spazio onirico e surreale. Il dubbio m’assale, ma solo per un momento: un attimo dopo, infatti, arrivano i genitori delle tre bambine, una giovanissima coppia che mi saluta cordialmente. La loro presenza mi dona sollievo perché è il segno tangibile che quel luogo è reale, seppur magico. E nonostante io sia solo uno straniero…uno sconosciuto, il calore e la semplicità con cui mi accolgono non mi fa sentire solo in mezzo a loro.

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Ogni tanto ripenso a quella casa bianca a strapiombo sul mare e mi piace pensare che laggiù vi sia sempre un raggio di sole ad illuminare la vita di quelle persone straordinarie che, in quell’ormai lontano pomeriggio d’estate, con la loro semplicità ed umiltà, mi hanno regalato una grande emozione e mi hanno aiutato a capire il senso più autentico dell’ospitalità irlandese.

 

2 pensieri riguardo “Irlanda

  1. Bellissima L’Irlanda, ci sono stata nell’estate del ’17. Favolosa!

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  2. Condivido: é davvero una Terra favolosa!
    Ciao e grazie per aver lasciato traccia sul mio blog 😊

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