Inghilterra

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Londra non ha bisogno di presentazioni: alla stregua di Parigi e New York è una fra le città più visitate al mondo. Alcuni la scelgono addirittura come meta per il loro primo viaggio all’estero, in molti, dopo esserci stati una prima volta, vi ritornano successivamente e, persino coloro che non ci sono mai andati, ne hanno comunque un’idea dai contorni ben definiti, in virtù di tutto quello che su Londra è stato scritto e detto nei giornali, nelle riviste e nei vari mezzi di informazione e comunicazione.

Tuttavia, fatta questa premessa, devo confessare che io ho scoperto Londra relativamente tardi. Avevo già ventisei anni compiuti quando ho messo piede per la prima volta nella capitale del Regno Unito e vi ero giunto solo dopo aver già girato mezza Europa ed aver cominciato a spingere il mio orizzonte finanche verso alcuni Paesi extraeuropei.

La mia riluttanza nei confronti di questa città affondava le radici in tempi lontani ed era figlia, in buona sostanza, di un mero pregiudizio che, come mi piace spesso ripetere, non è null’altro se non una semplice opinione senza giudizio.

Il pregiudizio si era formato fra i banchi di scuola, allorquando, non so bene per quale motivo, la mia vecchia insegnante di Inglese mi aveva trasmesso un’istintiva antipatia non solo verso la lingua (che era l’oggetto del suo insegnamento), ma persino verso la cultura e la storia britannica; nella fattispecie, mi ero convinto che Londra fosse una città grigia e barbosa, una città statica e monotona. Ovviamente avevo preso un abbaglio!

Come dicevo, la prima volta che ho visitato Londra non ero più un ragazzino e se mi decisi a farlo, fu solo per l’insistenza della mia ragazza che mi coinvolse con il suo entusiasmo e mi convinse a rompere gli indugi e ad acquistare un volo con destinazione Heathrow: fu amore a prima vista; in breve crollarono tutti  i miei preconcetti e mi resi conto che quella era davvero una città incredibilmente vivace e stimolante.

Oggi Londra non è più una città mito come negli anni d’oro dei Beatles e delle minigonne di Carnaby street; violente crisi economiche e sociali hanno intaccato il distacco aristocratico con cui i sudditi della regina amavano tradizionalmente porsi davanti ai problemi pratici della vita quotidiana; gli immigrati di colore delle ex colonie del Commonwealth, di tanto in tanto, sfogano le loro difficoltà di inserimento con vere e proprie sommosse e, se ciò non bastasse, negli ultimi anni si è aggiunto anche il problema del terrorismo internazionale che ha fatto di Londra uno dei bersagli preferiti dei terroristi islamici.

Nonostante tutto questo, comunque, Londra resta una delle mete preferite, soprattutto dai giovani viaggiatori, perché continua ad offrire molti degli elementi che garantiscono un viaggio allegro e costruttivo, dall’entertainment all’ambiente cosmopolita, dall’avanguardia culturale alla grande possibilità di imparare in fretta la lingua più utile del mondo.

Mi sembra superfluo dilungarmi con dovizia di particolari sui monumenti, sulle strade o sulle attrazioni principali che la città offre ai suoi visitatori; mi sembra persino banale suggerire itinerari turistici tradizionali. Mi chiedo: per quale motivo dovrei dirvi di andare a Trafalgar Square e Piccadilly Circus, piuttusto che passeggiare per Oxford Street e le altre vie dello shopping? Ed ancora: perché dovrei dirvi di salire sulla ruota panoramica, rilassarvi in una panchina di Hyde Park o presenziare al cambio della Guardia di Buckingham Palace?

Ognuno si costruisce Londra a misura di se stesso, ed una volta giunto nel cuore della città si lascerà guidare dalla propria ispirazione, dal proprio sentimento.

Ciò detto, rimane il fatto che fra le grandi capitali europee, Londra è certamente una di quelle che conosco meglio,  non solo per averla visitata diverse volte in diversi momenti della mia vita, ma anche perché a Londra, in talune di queste circostanze, il mio soggiorno è stato qualcosa di più di una semplice vacanza “mordi e fuggi” e questo mi ha permesso, fra l’altro, di conoscere meglio gli Inglesi ed il loro carattere. Approfitto, dunque, di questo spazio per condividere, con chi vorrà leggere, alcune delle mie esperienze vissute sotto il cielo di Londra, fornendo non degli imperativi, ma delle semplici indicazioni di massima che potrebbero rivelarsi utili a chi eventualmente decida di intraprendere il suo personale viaggio alla scoperta di Londra.

A tale scopo, comincerei col dirvi ciò che, a mio avviso, NON bisogna mai fare a Londra, anziché pontificare su ciò che DEVE necessariamente essere fatto:

  • regola numero uno: non alzate mai la voce! Schiamazzare o parlare al telefono a voce alta (in particolare in ambienti chiusi come i mezzi di trasporto) è interpretato come un segno di mancanza di rispetto per il quieto vivere altrui. Pertanto, quando si è a Londra, è meglio regolare il volume;
  • non sostate mai sul lato sinistro delle scale mobili: questo lato della scala è considerato come una sorta di “corsia di sorpasso” destinata a tutti quelli che hanno fretta e che piuttosto di adagiarsi mollemente e godersi la salita automatica, scalano di corsa i gradini quattro alla volta. In caso di inosservanza di questa regola non scritta…rischiereste seriamente di far innervosire qualcuno;
  • non salite all’interno del vagone della metropolitana prima che TUTTI i passeggeri in uscita siano già scesi: anche questo provoca davvero molto fastidio agli Inglesi, li rende irritabili;
  • non lasciate al vostro libero arbitrio la facoltà di rispettare la coda: per gli Inglesi il rispetto della fila è una regola aurea mentre, di contro, la mancanza di tale rispetto è considerata cosa assai disdicevole;
  • Non fermatevi per nessun motivo in mezzo al marciapiede impedendo il passaggio degli altri pedoni: essere costretti a schivare turisti e nuovi arrivati che ciondolano al centro del marciapiede è davvero fastidiosissimo per chi vive e lavora a Londra;
  • Non fatevi cogliere impreparati dalla pioggia: sembra banale ricordarlo, ma se vi svegliate e non c’è una nuvola in cielo, non pensate che il clima resti lo stesso per tutto il giorno. Le nuvole inglesi sono imprevedibili e sempre in agguato. Gli stessi Inglesi amano ripetere che nel loro Paese si alternano le quattro stagioni nello spazio delle ventiquattrore. Un’ottima soluzione è avere sempre un ombrellino tascabile a portata di mano;
  • non comprate biglietti singoli per la metropolitana: paghereste più del doppio di quanto spendereste procurandovi una Oyster Card, che ha durata illimitata e che vale anche per gli autobus. Che siate a Londra solo in visita o che vogliate iniziare una nuova vita in Inghilterra, la Oyster Card è la soluzione migliore per le vostre tasche;
  • Non pagate per visitare i musei: Londra è ricca di musei e gallerie d’arte ed i migliori di questi sono completamente gratis (British Museum, TATE Modern e National Gallery, giusto per fare qualche esempio): quindi, a meno che non abbiate qualcosa di veramente speciale da vedere, non è il caso di spendere soldi per visitare le attrazioni culturali a pagamento.

Passerei adesso a delle informazioni più “tecniche” relative ad alberghi e ristoranti, cominciando proprio dagli alberghi. Da questo punto di vista la situazione a Londra è, a dir poco, disastrosa. Non è che manchino le offerte…tutt’altro! Il punto è che gli alberghi migliori nelle zone nevralgiche del centro cittadino hanno prezzi a dir poco esorbitanti. Se si scende sotto la soglia di centocinquanta sterline le ipotesi sono due:

  1. Albergo dignitoso, ma fuori dal mondo;
  2. Albergo centrale, ma fatiscente e seriamente a rischio pulci e zecche.

A voi la scelta!

Le prime volte che andavo a Londra ero solito soggiornare nella zona dei giardini di Kensington, una zona elegante ed abbastanza centrale, seppur, a mio avviso, poco vivace; negli anni i prezzi da quelle parti sono lievitati di parecchio e così l’ho definitivamente abbandonata. In tempi più recenti ho rivalutato la zona di Paddington, a circa dieci minuti a piedi sia da Hyde Park che da Oxford Street ed a quindici/venti minuti a piedi dalle principali attrazioni del centro. In questa zona, peraltro ricca di Pub e ristoranti a buon mercato, ho soggiornato, a più riprese, in due diversi alberghi.

Nel primo (Chrysos Hotel), ubicato quasi all’angolo tra London Street e Norfolk Square, mi sono trovato davvero bene (clicca qui per la mia recensione): camere spaziose e pulite, colazione buona, personale sorridente, gentile e disponibile.

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Nel secondo (Winrose Hotel), a poche centinaia di metri di distanza dall’altro, mi sono trovato abbastanza male e, con estrema generosità, nella mia recensione (clicca qui) gli ho attribuito una risicata sufficienza. Il motivo della mia insoddisfazione? Camere abbastanza squallide e sporche, colazione pessima, personale freddo ed inespressivo (al limite della maleducazione), bagno microscopico, oserei dire ridicolo: a titolo esemplificativo guardate la foto sotto per capire le dimensioni del lavandino…

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Passiamo all’argomento cibo. Un luogo comune dice che a Londra si mangia male e si spende molto: smentisco categoricamente!

Il vero problema è che alcuni Italiani pretendono di ritrovare i sapori della nostra cucina anche quando si ritrovano a viaggiare in un Paese straniero. Non c’è nulla di più sbagliato e banale che recarsi a migliaia di chilometri da casa e mettersi alla ricerca di ristoranti italiani. In genere sono carissimi e, ciò che è peggio, i sapori delle pietanze sono differenti rispetto a quelli a cui siamo abituati, perché ovviamente si fondono con le esigenze del gusto locale. Viaggiare è anche conoscere ed apprezzare le differenze; quindi: perché non abbandonare i ristoranti cosiddetti “italiani” ed entrare, invece, in un tipico Pub inglese, immergersi in un’atmosfera autentica e gustarsi in santa pace quei piatti che fanno parte della loro tradizione culinaria? Oltre tutto in posti di tal genere i prezzi sono decisamente popolari, perché sono frequentati anche dalla gente del posto.

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Ho frequentato moltissimi Pub e mi sono trovato sempre più che bene. Ne ho recensiti anche un paio: il Dickens Tavern (clicca qui) ed il Monkey Puzzle (clicca qui).

I menu, generalmente, sono abbastanza ripetitivi in tutti i Pub della città, ma il cibo è quasi sempre buono ed abbondante.

Prima di chiudere questa sezione dedicata a Londra, desideravo fornire qualche suggerimento a chi è in cerca di eventuali ispirazioni, per spendere un paio d’ore del suo tempo in maniera interessante e, magari, anche divertente e alternativa.

Se siete appassionati di Letteratura Inglese e vi trovate nella South Bank, non dovreste perdervi una visita guidata del Globe Theatre (clicca): è la fedele ricostruzione del teatro elisabettiano, sede originale delle opere di Shakespeare. La visita dura circa 45 minuti ed è solo in lingua inglese: i ragazzi che vi faranno da guida sono davvero bravissimi ed anche molto divertenti. Credetemi, vi sentirete come per incanto traslati nel passato ed inoltre, se opterete per la visita a questo splendido teatro all’aperto, avrete anche l’opportunità di esplorare una delle aree più suggestive, ma anche non particolarmente conosciute di Londra.

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Se vi piacciono le leggende, non fatevi scappare una visita alla Tower of London, uno storico castello situato sulla riva nord del Tamigi: ad attendervi troverete i Beefeaters, i guardiani della fortezza e di Sua Maestà la Regina. I Beefeaters vi racconteranno con il loro inglese “colorito” che, in origine, il loro compito era quello di tenere a bada i prigionieri tenuti all’interno della Torre e, soprattutto, salvaguardare i gioielli della Corona. Oggi, all’interno della Torre non vi sono più né prigionieri né gioielli, tuttavia le guardie svolgono ancora un compito, a loro dire, importantissimo: proteggere i corvi che la leggenda vuole che stazionino sempre presso l’edificio, pena il crollo della Torre e dell’Impero Britannico.

Se siete appassionati di dialettica ed arte oratoria non c’è nulla di meglio di recarsi la domenica mattina ad Hyde Park, giusto all’angolo con Marble Arch: vi imbatterete nel celebre Speakers’ Corner, l’angolo degli oratori, una vera istituzione per i londinesi, un luogo d’incontro democratico dove chiunque abbia voglia di dire qualcosa, può farlo liberamente, dando vita ad un dibattito al quale, di norma, prendono parte anche i passanti occasionali. Quindi, non perdetevi questo assaggio di pura tradizione londinese… magari anche voi potreste avere da dire qualcosa al mondo che passa!

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Infine, se siete appassionati di politica, volevo segnalarvi una maniera alternativa di accedere gratuitamente al Palazzo del Parlamento londinese, offerta a tutti coloro che desiderano assistere ai dibattiti parlamentari che si svolgono tutti i giorni da Lunedì a Venerdì (di volta in volta bisogna controllare gli orari, poiché sono suscettibili di cambiamento).

Attenzione: i venditori dei biglietti di ingresso per le visite a pagamento organizzate, collocati nei pressi delle interminabili code di turisti in attesa, tenteranno di scoraggiarvi affermando che non è assolutamente possibile accedere individualmente all’interno del Palazzo: è solo una bugia per spillarvi denaro! Io non mi sono scoraggiato e, senza attendere alcuna coda (davanti a me vi erano solo 5 o 6 persone), sono passato attraverso un rigoroso controllo di borse e borselli (stile check in aeroportuale), dopodiché mi hanno scattato una foto e, contestualmente, mi è stato rilasciato un “pass” da tenere in bella mostra durante tutto il tempo della visita.

Sotto gli occhi attenti e vigili delle guardie, ho visitato alcune sale di accesso, quindi mi hanno dirottato verso la galleria (ambiente confortevole e climatizzato) per assistere ad un dibattito fra il Governo e l’opposizione sulla tematica all’ordine del giorno (il giorno della mia visita si discuteva sull’inasprimento delle leggi per gli abusi sui minori…). Su un display alla parete scorrevano anche dei sottotitoli (utili per chi ha problemi con il “listening”).

Mi ha particolarmente colpito la signorilità con cui le forze politiche contrapposte affrontavano problematiche scottanti, con punti di vista differenti, ma con estremo rispetto delle posizioni altrui. Uno scenario assai diverso dalle squallide e volgari risse fra i politici a cui talvolta, purtroppo, si assiste nel nostro Paese…ma questa è un’altra storia!
Alla fine, sono uscito senza pagare neppure un penny (impresa assai difficile a Londra) e, soprattutto, consapevole d’aver vissuto un’altra esperienza da raccontare!

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