Belgio

Un discorso assai simile a quello che ho fatto in una precedente pagina del mio blog a proposito dell’Austria, vale anche e soprattutto per il Belgio; cioè a dire, il Belgio finisce quasi sempre per essere, più che una meta, un territorio da attraversare nel passaggio tra Francia, Olanda, Inghilterra e Germania le cui capitali (Berlino esclusa) sono tutte in un raggio di poco più di trecento chilometri da Bruxelles. Se poi si aggiunge che il Belgio è più piccolo del Piemonte e della Liguria messe insieme, che gran parte della sua importanza deriva, più che dalle caratteristiche tipicamente nazionali, dal fatto che è sede della Comunità Economica Europea e che il clima non è certo fra i migliori del mondo (poiché piove spesso in tutte le stagioni), non è difficile capire il perché di questa tendenza a “scappare via” dal Belgio al più presto possibile, una tendenza che impedisce, di fatto, a molte persone che lo hanno visitato, di restare favorevolmente impressionate.

Tuttavia, a mio giudizio, è necessario andare oltre la prima occhiata superficiale per apprezzare ciò che questo piccolo Paese può offrire ai viaggiatori, piuttosto che ai semplici turisti di passaggio.

La prima volta che ho visitato il Belgio sono arrivato a Bruxelles direttamente in treno da Parigi. Dalla Gare du Nord della capitale francese alla Stazione centrale di Bruxelles occorrono circa due ore…forse oggi, con i modernissimi treni super veloci,  ancora meno.

La stazione principale è ubicata proprio nei pressi della centralissima Grand Place, una bellissima piazza quadrangolare che non a caso, qualcuno (non ricordo chi…credo Victor Hugo) definiva “la piazza più bella del mondo”.

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Al mio arrivo, in un soleggiato mattino d’estate, il colpo d’occhio è stato davvero incredibile: non so dire se si stava festeggiando qualcosa in particolare, ma l’intera piazza era trasformata in un enorme tappeto di fiori, con le begonie che componevano coloratissime immagini.

Ad un centinaio di metri, dietro il Municipio, tutti i visitatori (compreso me) di solito si fiondano alla ricerca del simbolo della città: il Manneken Pis. Non aspettatevi nulla di sconvolgente, è solo una piccola statua di un bimbo irriverente che fa la pipì.

Tra le Chiese della città, oltre alla Cattedrale, ho un ricordo particolarmente suggestivo di Notre Dame du Sablon, una stupenda Chiesa in stile gotico, ubicata nel “Sablon” (da cui la Chiesa prende il nome) che è, a mio avviso, uno dei quartieri più affascinanti e forse meno esplorati dai turisti “mordi e fuggi”. L’esterno della Chiesa è sontuoso, mentre l’interno è semplice e gradevole, con un aspetto simile a quello della Cattedrale, ma di dimensioni più ridotte. Entrando nella Chiesa sono rimasto davvero colpito dalle vetrate che, in quella bella giornata di sole, circondavano ed illuminavano l’altare. Inoltre, con una coincidenza “miracolosa”, al mio ingresso l’organista cominciò a suonare una musica che mi sembrò proprio “celestiale” e confesso che, sedutomi su una panca in cerca di un po’ di riposo dopo la faticosa scarpinata di quella lunga giornata, fui pervaso da un senso di pace che è difficile spiegare con le parole.

Probabilmente non si può andare a Bruxelles e non andare all’Atomium. L’Atomium è per Bruxelles ciò che la Torre Eiffel è per Parigi; non è un caso che entrambe le costruzioni furono progettate (ovviamente in tempi diversi) proprio per sorprendere il mondo nell’Esposizione Universale delle due città, ed entrambe le attrazioni subirono lo stesso destino: prima criticate e, successivamente, divenute il maggior punto di attrazione turistica. Detto questo, io all’Atomium non ci sono andato! (Sarà per la prossima volta…)

Poiché la città è sede della Comunità Economica Europea, gioco forza, i vari Governi e Ministeri inviano ambasciatori, diplomatici, burocrati e quant’altro. Come logica conseguenza, l’oceano di diplomatici ed impiegati col “rimborso facile” ha inevitabilmente fatto lievitare i prezzi dappertutto e, pertanto, mi sento di dire che Bruxelles è una città cara, anzi carissima. Non solo gli alberghi, ma anche i ristoranti sono in linea con gli allegri rimborsi-spese dei funzionari di cui sopra e pertanto, per non prendere proverbiali fregature, occorre fare particolarmente attenzioni ai prezzi che, di norma, sono esposti fuori dai locali. Se volete, seguite il mio consiglio: approfittate delle mense, delle paninerie e dei fast-food, rimandando la scoperta delle specialità culinarie belghe ad un’altra circostanza, magari approfittando di una gita fuori porta, alla scoperta di qualche cittadina di campagna. Rimanendo, invece, in pieno centro-città, ad un paio di isolati di distanza dal Municipio, suggerisco per gli amanti di patatine ed hamburger, ma restii a piegarsi alla legge del McDonald’s, l’ormai mitico Fritland, una panineria a buon mercato, punto di riferimento non solo per i turisti, ma anche per tanti ragazzi del posto che hanno fatto di Fritland un consueto luogo di ritrovo dove consumare un pasto veloce.

A proposito di ragazzi: dietro il mastodontico e grigio apparato diplomatico, dietro il monotono tran-tran della gente in giacca e cravatta, ho potuto notare che a Bruxelles c’è anche il mondo allegro e vivace degli studenti che da tutta Europa vengono qui per stage e corsi di specializzazione. Probabilmente, per chi fosse interessato, basta avere un contatto con uno dei borsisti della Cee e si entra nel giro.

Tra le altre città del Belgio che ho visitato, un cenno a parte merita Bruges. Sono arrivato a Bruges qualche anno fa, in compagnia di alcuni amici, con un auto presa a nolo ad Amsterdam e, in meno di tre ore, sono arrivato in questa graziosa cittadina che è, fra l’altro, la capitale nonché la maggiore città delle Fiandre Occidentali. Bruges è un piccolo gioiello, una città costruita tutta sui canali e per questa ragione si è guadagnata l’appellativo (a mio giudizio un po’ esagerato) di “Venezia del Nord”. In realtà i paragoni non mi sono mai piaciuti e penso che ogni luogo non assomiglia a niente se non a se stesso. Senza fare, quindi, paragoni irriverenti, ma solo passeggiando per le viuzze caratteristiche del centro storico e lasciandosi conquistare dalla bellezza dei luoghi, si scoprirà l’immenso fascino di una città dall’atmosfera fiabesca.

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Per finire in dolcezza va ricordato che Bruges è sede delle migliori cioccolaterie di tutto il Belgio. Io purtroppo posso dire d’aver visitato la peggiore, quella in cui una proprietaria scortese e maldisposta ha lasciato una piccola macchia sul bellissimo ricordo che serbo di questa incantevole città. Per chi volesse saperne di più sulla mia negativa esperienza, basta cliccare qui è potrà leggere la recensione che ho pubblicato su Tripadvisor, in merito al pessimo ed ingiustificabile trattamento che mi è stato riservato alla Chocolaterie de Burg .

 

 

 

4 pensieri riguardo “Belgio

  1. bellaitaliailblog 12 maggio 2018 — 15:01

    Non ci sono mai stato ma dev’essere un paese interesante

    Piace a 1 persona

    1. Sì, è un piccolo Paese ma ci sono tanti suggestivi itinerari che portano alla scoperta di località estremamente interessanti 🙂

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  2. Ciao Giovanni, Di nuovo ho piacuto leggare il tuo articlolo interesante. mi aiuta a sviluppare il mio italianoLa mia prima volta in Belgio era come descrivi, in viaggio tra L’inghilterra, la francia attraverso il Belgio ed che arriva a Amsterdam. L’autobus si fermo alla stazione di servizio sulla autostrada. Due anni ho tornato per un lungo weekend in decembre a Bruges. il tempo era freddo ma molto soleggiato.Il viaggio da e per l’aeroporto era un po difficile.L’autobus era piene , il treno non era diretto ma siamo arrivati. La città è bellissimo, molto pittoresco. Il torre valeva la pena salire (366 gradini ) non solo per le viste ma guardare e ascoltare le campane. I mercati del natale ho trovato un po’ deludente ma con la pista di pattinaggio, negozi decorati festivi l’atmosfere era buono. Sfortunamente ho avuto avvelenamento da cibo così nell’ultimo giorno non sono riuscito a godermi le copiose quantità di campioni gratuiti di cioccolato in offerta. La mia famiglia mi ha aiutato a mangiarli !!
    Spero che tornare in direto un giorno, nel estate .
    Lynne

    Piace a 2 people

    1. Mi fa piacere sapere che i miei articoli ti sono d’aiuto nell’apprendimento della lingua Italiana.
      Sono d’accordo con te: Bruges è una città molto suggestiva e pittoresca: ti auguro di poter tornare presto a visitare questo piccolo grande Paese.
      Ciao e buona lettura!

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