Austria

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L’Austria, per la sua posizione geografica, è assai spesso considerata da molti di noi semplicemente come una Terra di transito, una sorta di Stato cuscinetto che si frappone fra il nostro Paese e la Germania.

Devo confessare che anch’io, la prima volta che ho messo piede in Austria, ho frettolosamente “profanato” Innsbruck nel giro di poche ore, considerando questa graziosa cittadina, che è, fra l’altro, la capitale del Tirolo, solo una mera tappa di passaggio, incastonata come un tassello di un mosaico, all’interno di un viaggio avente come destinazione finale la Baviera.

In un’altra circostanza, qualche anno dopo, ho visitato Salisburgo, al ritorno da un lungo viaggio itinerante principalmente dedicato a scoprire le bellezze della Romantische Strasse.

Innsbruck è, sostanzialmente, un passaggio quasi obbligato per chi dall’Italia attraversa il Brennero. Non appena giunto in questa allegra cittadina ho subito avuto l’impressione che qui si sia realizzato un perfetto connubio tra antico e moderno: i quartieri dell’immediata periferia sono progettati secondo le più innovative regole urbanistiche, nel rispetto dello spazio e della vivibilità, mentre le strade del centro, tutte intorno alla Markt Platz, sfoggiano in bella mostra meravigliosi palazzi settecenteschi in stile imperiale.

Innsbruck è una città funzionale, vitale, frizzante, e di certo non lascia indifferente il visitatore, neppure quello più distratto ed apatico. La città è a misura d’uomo e le sue dimensioni contenute consentono di ottenerne una visione d’insieme in tempi relativamente brevi. Conservo vivido il ricordo di una gradevolissima passeggiata lungo la centralissima Maria Theresien Strasse fino al fiume Inn; durante la passeggiata, la leggera pioggerellina non mi ha mai disturbato più di tanto, ed ho approfittato dei brevi momenti in cui le nuvole lasciavano filtrare qualche timido raggio di sole, per fotografare ed ammirare lo splendore degli innumerevoli e sontuosi edifici barocchi che si affacciano su questa strada che, oltre ad essere l’arteria principale della città e, forse, una delle più belle strade d’Europa.

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Per chi avesse più tempo a disposizione, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di fare un salto sulla spettacolare teleferica che in meno di 20 minuti collega il centro della città con il parco di Karwendel, il più grande parco naturale dell’Austria. Io non ci sono stato, perché la mia asfittica tabella di marcia non me lo consentiva, ma se un giorno tornerò da queste parti, sono pronto a scommettere che non mi lascerò sfuggire questa emozionante avventura.

Anche Salisburgo, così come Innsbruck, si divide tra vecchio e nuovo; la città, infatti, è divisa in due dal fiume che l’attraversa (di cui, onestamente, non ricordo il nome…dovrebbe essere un affluente dell’Inn): sulla riva sinistra l’isola pedonale con i suoi palazzi medievali e barocchi (tra i quali la casa di Mozart, che è possibile visitare), sulla riva opposta sorge, invece, la città nuova (io mi sono limitato alla visita del centro storico e non mi sono spinto fin sulla riva destra). Salisburgo, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, è dominata da un austero castello medievale che troneggia dalla cima di un monte circostante. Il castello, negli anni, è ormai divenuto un vero e proprio simbolo della città, una sorta di icona inconfondibile.

L’impressione che ho ricavato dalla visita di Salisburgo è quella di una città elegante, compassata…forse un po’ troppo per i miei gusti. Passeggiando per le strade del centro ho avuto la strana sensazione di muovermi all’interno di una sorta di museo all’aperto; persino le persone sembravano quasi finte, sofisticate e silenziose. Ripeto, una città elegante ma poco vitale, quasi senz’anima. Naturalmente, il mio è solo un giudizio di superficie, formulato da un viaggiatore di passaggio che non ha la pretesa di condannare frettolosamente un luogo, senza averne prima conosciuto l’intima essenza. Anche per questo motivo, sospendo il giudizio e mi riprometto, un giorno, presto o tardi, di tornare a Salisburgo e di apprezzarne quel carattere che non sono riuscito a cogliere nel mio primo viaggio.

Se nella premessa iniziale avevo sostenuto che, in generale, l’Austria, per la sua collocazione geografica, può apparire agli occhi di molti come una Terra di passaggio, mi urge tuttavia specificare che un discorso completamente a parte va fatto, invece, per Vienna, la sua capitale, e questo, per due ragioni molto importanti:

  • In primo luogo, per la sua posizione: è sufficiente guardare una semplice mappa per rendersi subito conto che Vienna, rispetto all’Italia, non è sulla strada di niente, è decisamente decentrata verso Est e quindi, qualora si decida di visitarla, lo si deve fare di proposito e non, semplicemente, perché è “di passaggio rispetto a qualcos’altro”;
  • In secondo luogo, per il peso specifico della sua storia e della sua cultura che già di per sé giustificano un viaggio accurato e monografico nell’antica capitale dell’Impero Asburgico.

L’aeroporto internazionale di Vienna si trova a circa sedici chilometri dalla città ed il centro è facilmente raggiungibile con vari ed efficienti mezzi di trasporto pubblico e non: treno veloce, metropolitana leggera, autobus, taxi. I tempi di percorrenza variano a seconda del mezzo prescelto, ma in genere oscillano dai venti minuti del City Airport Train, ai circa quaranta minuti della metropolitana.

Le principali città italiane sono collegate a Vienna con voli di linea che, in genere, sono abbastanza costosi, ed anche i voli charter che si aggiungono a quelli di linea nel periodo estivo, di norma non possono essere mai definiti propriamente Low-cost.

Per arrivare a Vienna senza spendere troppo, io ho adottato una soluzione alternativa: volo diretto per Bratislava (Capitale della Repubblica di Slovacchia), che di solito viene venduto dalla Ryanair a prezzi stracciati. Bratislava dista solo 60 chilometri da Vienna. il collegamento tra le due città si può effettuare in treno o, meglio ancora (se il vostro budget lo richiede) con la linea 61 dell’autobus che, al modico costo di soli 70 centesimi vi porta direttamente al centro di Vienna.

Mi sono interrogato molte volte sul perché le Agenzie di Viaggio non propongano mai questa economicissima soluzione ai tanti turisti che dal nostro Paese ogni anno decidono di trascorrere le loro vacanze a Vienna; alla fine mi sono dato una risposta: per ignoranza geografica!

Viaggiare indipendenti è infatti, a mio avviso, una maniera di acquisire una maggiore conoscenza e cognizione dei luoghi, persino della loro collocazione geografica sulla mappa. Sapere che il Danubio scorre lungo la linea di confine tra la Romania e la Bulgaria oltre a bagnare Budapest e Vienna, sapere che il Reno segna il confine tra la Francia e la Germania, o, ancora, che la catena montuosa dei Pirenei separa la Spagna dalla Francia, avere coscienza delle distanze che separano le città, della loro posizione sulla mappa, significa anche pianificare meglio un viaggio, risparmiando tempo e denaro. E viaggiando in maniera indipendente si immagazzinano dati geografici che, altrimenti, rimangono solo dati astratti e decontestualizzati. La geografia non si impara sui libri di scuola…si impara viaggiando! Ma questa è un’altra storia…

Tornando a Vienna, c’è da dire che la città non è esattamente conosciuta nel mondo per essere un posto economico. Tuttavia (ed a giusta ragione) è conosciuta certamente per la bellezza che toglie il fiato a chiunque abbia occhi per vedere, persino ai più navigati viaggiatori: l’arte barocca, i bellissimi palazzi imperiali, i parchi verdi, i musei…le opportunità sono infinite, c’è solo l’imbarazzo della scelta!

L’atmosfera di Vienna è unica: passeggiando per il centro storico mi è sembrato di fare un salto indietro nella storia e rivivere il romantico Ottocento, con lo sfarzo delle corti imperiali del passato. Per lungo tempo, a causa di un irrazionale pregiudizio (che è solo una mera opinione senza giudizio) avevo evitato accuratamente di far rientrare Vienna fra i miei piani di viaggio. Avevo sempre pensato che fosse una città austera, barbosa e grigia. Calpestando il suolo delle sue strade mi sono ricreduto e sono lieto di poter dire: mi ero sbagliato!

Non mi dilungherò sulle innumerevoli attrazioni che la città di Vienna può riservare ai visitatori; credo, tuttavia, che il punto di partenza per un giro armonico e razionale della città sia rappresentato dalla bellissima Cattedrale di Santo Stefano, una meraviglia in perfetto stile gotico, che si erge sontuosa sulla Stephansplatz.

Sono arrivato a Vienna una domenica mattina e sono rimasto affascinato dai canti gregoriani che provenivano dall’interno. Varcata la soglia della Chiesa sono rimasto letteralmente a bocca aperta e credo che le parole siano insufficienti per descrivere la sensazione che ho provato nel godere della magnificenza del luogo.

Da Stephansplatz, si diparte un dedalo di vicoli acciottolati: immergersi in quelle stradine è stato un autentico piacere a cui non ho saputo rinunciare, anche perché in questi vicoli non ho incontrato quasi nessuno, non c’è alcuna traccia della folla che generalmente si dimena per le arterie commerciali del centro. Ed a proposito di piacere (e questa volta mi riferisco ai piaceri della gola), una tappa d’obbligo del mio viaggio a Vienna è stata quella all’Hotel Sacher, dove, in un ambiente elegante ed accogliente allo stesso tempo, mi sono abbandonato ad una squisita “Sacher Torte” accompagnata da un’eccellente panna. Assolutamente turistico, ma da provare!

Per una visione d’insieme di Vienna, suggerisco anche una piacevole (e per me indimenticabile) passeggiata lungo l’anello del Ring, uno dei viali verdi più belli al mondo, una strada circolare che credo ricalchi il tracciato delle mura che circondavano il centro storico nel medioevo, un viale costellato da molti dei più famosi munumenti della città.

Infine, il mio tour di Vienna si è concluso al celeberrimo Prater, dove all’ombra dell’iconica ruota panoramica, tra baracconi del tiro a segno, montagne russe, trenini dell’orrore e giostre colorate, i bambini non si annoieranno di certo. Io, avendo al seguito in quella circostanza mio figlio, ho pagato dazio, ma non recrimino. Il Prater, infatti, non può essere considerato un semplice Luna Park, è molto di più: è un’estesa area di prati e di boschi, un vero paradiso per chi ama passeggiare, fare jogging, ciclismo, direi un’area ricreativa urbana, un polmone verde nel cuore della città che, poeticamente, qualcuno ha persino definito “un luogo di sogni nostalgici”.

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2 pensieri riguardo “Austria

  1. Ciao Giovanni , come sempre il tuo blog piacevole mi ha fatto lavorare sodo per leggerlo e provare a scrivere una risposta.L’Austria sembra un paese così bello, la mia esperienza è limitata. Un viaggio da Monaco in treno attraverso la bellissima campagna siamo arrivati a Salisburgo. La passeggiata alla vecchia città prese circa 30 minuti. Le ampie strade erano molto trafficato ma siamo arrivati alla vecchia città . In contrasto le strade strette fiancheggiate da edifici medievali sono libero del traffico ma affollato. Dal castello i panorami erano incredibili. Spero che torneremo in Austria. Buona giornata.

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    1. Grazie per il tuo puntuale commento e buona giornata anche a Te 🙂

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