Australia

Che il viaggio in Australia abbia lasciato un segno indelebile nella mia memoria e nel mio cuore, appare abbastanza evidente anche dall’immagine che ho scelto come copertina del blog su cui scrivo.

Inutile girarci intorno: l’Australia rappresenta molto di più di un semplice viaggio: per tanti viaggiatori che non l’hanno mai raggiunta rappresenta un sogno, un mito, una chimera destinata a rimanere tale; per altri, e mi riferisco a coloro che hanno avuto la fortuna ed il privilegio di arrivare fin laggiù, rappresenta la meta finale…la quadratura del cerchio.

La prima cosa che mi sento di consigliare a chi avesse in mente di intraprendere un lungo viaggio sino alla terra dei canguri è la seguente: cominciate a pianificare con largo anticipo se volete risparmiare qualche migliaio di euro.

Il vero problema, infatti, non è rappresentato dal costo della vita (che, tuttavia, è sicuramente più alto che in Italia), bensì dall’enorme costo del volo intercontinentale e dei numerosi voli interni che si dovranno necessariamente utilizzare per gli spostamenti all’interno del Paese.

Io ho comprato il biglietto Milano-Brisbane in andata e Sydney-Milano in ritorno, risparmiando quasi settecento euro (a persona) rispetto alla somma che avrei dovuto pagare se avessi acquistato lo stesso biglietto a ridosso della partenza.

Vi sono vari vettori che dall’Italia coprono la rotta, nessuno con volo diretto, bensì con uno o più scali: le compagnie arabe generalmente fanno scalo in Medio-Oriente, sul Golfo Persico; le compagnie dell’estremo Oriente fanno invece scalo in Cina oppure a Singapore.

La mia scelta è ricaduta sulla Singapore Airlines, non solo perché i biglietti erano più economici, ma anche perché, effettuando il viaggio in Agosto, lo scalo intermedio a Dubai o in Qatar sarebbe risultato, da un punto di vista climatico, a dir poco “infernale”, mentre invece, la sosta a Singapore di un’intera giornata, con tour incluso, si è rivelata estremamente piacevole (per notizie su Singapore rimando alla relativa pagine del blog).

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Attenzione al Visto per l’ingresso: si ottiene gratuitamente collegandosi on line al sito del Dipartimento dell’immigrazione del Governo Australiano, ma va richiesto per tempo. In genere, ai turisti viene rilasciato il modello E-visitors (subclass 651) con il quale si ottiene l’autorizzazione a risiedere nel Paese per un periodo non superiore ai tre mesi. In calce al Visto d’Ingresso è specificato che nel suddetto periodo è tassativamente proibito intraprendere qualunque attività lavorativa e viene anche sottolineato che la concessione di tale Visto è un privilegio di cui si può godere a condizione di “rigare dritto” durante la permanenza: in caso contrario, in qualunque momento il “privilegio” potrà essere revocato e si verrà prontamente espulsi dal Paese come “elementi indesiderati”.

Occorre documentarsi con scrupolo su ciò che può essere importato nel loro Paese e su ciò che invece è tassativamente proibito introdurre. Sono, infatti, considerate sostanze e prodotti proibiti non solo droghe, alcool, armi, materiali esplosivi e riviste pornografiche, ma anche cibo, piante, sementi e persino alcune tipologie di farmaci che in Italia sono considerati “da banco” come, ad esempio, i sonniferi e gli ansiolitici; ripeto occorre informarsi bene perché su questo punto la Polizia doganale è assolutamente intransigente. Già a bordo dell’aereo viene fatto compilare un questionario nel quale si dichiara di non avere al seguito nessuno degli articoli di cui sopra e, in caso di dichiarazione mendace, nella migliore delle ipotesi si rischia una mega multa, nel caso peggiore è prevista l’espulsione immediata se non, addirittura, l’arresto.

A proposito dei farmaci: devono essere custoditi all’interno della loro confezione originale corredata di relativo bugiardino e prescrizione medica!

Tornando al volo, ventidue ore al netto dello “stop-over” possono far paura al solo pensiero, ma vi assicuro che tra uno snack ed un film, tra un pasto e della buona musica d’ascolto, tra una chiacchiera ed un sonnellino…il tempo scorre!

La prima città che ho visitato è stata Brisbane ed è stato subito amore a prima vista: cielo azzurro, strade grandi e pulite, grattacieli scintillanti, atmosfera allegra e rilassante, una sensazione di benessere diffuso che traspare persino dal volto della gente. Qui sembra proprio che tutto funzioni a meraviglia.

La soluzione più semplice ed economica per arrivare dall’aeroporto in centro città è offerta dalla compagnia ferroviaria Airtrain, che mette a disposizione sette giorni su sette, a tutte le ore, rapidissimi treni di collegamento al prezzo di 17 dollari australiani (poco più di 10 euro): per chi decide di comprare il biglietto online, anziché in loco, vi è uno sconto di un paio di dollari.

La città è famosa per i suoi paesaggi, per la natura, per il surf e per la passione che, in generale, i suoi abitanti nutrono per lo sport. Da non perdere una passeggiata nel South Bank dove, ai fini del relax e del divertimento, non manca proprio nulla: giostrine, giardini pensili, percorsi natura, caffè all’aperto e persino una spiaggia artificiale con tanto di sabbia riportata.

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Ho alloggiato in un piccolo e grazioso Bed and Breakfast in pieno centro, a duecento metri dalla Stazione Centrale, per una cifra  straordinariamente economica: poco  meno di 70 euro per una tripla con bagno in camera e colazione inclusa. Il nome della struttura è Annie’s Shandon Inn (clicca qui per la mia recensione su Tripadvisor). I proprietari sono un’anziana coppia di origine irlandese, davvero ospitali ed estremamente comunicativi. Durante una delle nostre piacevoli conversazioni, la moglie mi ha raccontato la loro storia: alla fine degli anni ’70 marito e moglie erano arrivati in Australia per una semplice vacanza di poche settimane: entrambi si innamorarono del luogo e vi si stabilirono per sempre. Devo confessarlo: durante il mio soggiorno in questa locanda, i due simpatici “vecchietti” mi hanno fatto sentire a casa pur essendo lontano sedicimila chilometri da casa!

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I mezzi di trasporto a Brisbane funzionano perfettamente; desideravo segnalare, in particolare, il CityHopper, un sistema di battelli che fanno la spola, ad intervalli regolari (in un senso e nell’altro), tra le sponde del fiume che bagna la città collegando, sostanzialmente, tutte le aree del centro urbano e dell’immediata periferia. Il servizio è completamente gratuito! A Venezia lo stesso servizio costa 20 euro al giorno, ma questa è un’altra storia…

Per gli amanti del genere, a soli 12 km. da Brisbane esiste un posto dove adulti e piccini possono vivere un’esperienza a dir poco indimenticabile: coccolare un koala, dare da mangiare ai canguri e rilassarsi accanto a loro, ammirare lo splendido manto peloso dei dingo e finanche toccare le morbide piume degli emù. Sto parlando del Lone Pine Koala sanctuary, la più grande riserva in territorio australiano dove, pagando un biglietto di circa 15 euro, si possono ammirare per un’intera giornata gli animali autoctoni nel loro ambiente naturale.

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Dopo essermi lasciato alle spalle Brisbane, un volo interno della Virgin Australia mi ha portato direttamente ai Tropici, nella città di Cairns.

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L’aeroporto dista pochi chilometri dal centro cittadino; non esiste un servizio di treni per il collegamento ma ci si può servire solo di bus o taxi: ho optato per quest’ultima soluzione, visto il prezzo decisamente abbordabile.

Cairns è una cittadina a forte vocazione turistica. Il mio albergo, Plaza Hotel (clicca per la mia recensione), è ubicato in splendida posizione, proprio sul lungomare, con vista diretta sull’Oceano Pacifico. A pochi passi dall’albergo, da segnalare Bagus Cafe, (clicca), un piccolo ristorantino indonesiano, con una mezza dozzina di tavolini all’aperto in cui si servono, con cortesia e gentilezza, ottimi piatti dal sapore esotico a prezzi che raramente superano gli otto euro. Se non siete troppo schizzinosi e desiderate lasciarvi coinvolgere da un’atmosfera semplice e “naive” credo che questo possa essere il posto giusto per voi: io ci sono stato una prima volta e ci sono ritornato anche la sera seguente.

La città di Cairns, a parte un piacevolissimo ed animato lungomare (Esplanade), non suscita particolari suggestioni al viaggiatore di passaggio, tuttavia la sua posizione è estremamente strategica poiché può rappresentare un ottimo avamposto per raggiungere la foresta pluviale e la barriera corallina, che sono due luoghi di straordinaria bellezza, annoverati tra le “meraviglie del mondo”.

Vi sono diversi Tour Operator che accompagnano i turisti all’interno della foresta. Io mi sono affidato a Cape Trib Connection, una compagnia locale specializzata per la Daintree Forest che organizza spedizioni soltanto per piccoli gruppi (max 8-10 persone). Peter (la nostra guida) si è rivelato davvero in gamba; ci ha spiegato con competenza ed un pizzico di sana ironia tutti i pericoli che la giungla può riservare a chi si avventura senza la necessaria prudenza, e ci ha anche mostrato, con grande passione ed entusiasmo,  alcuni dei paesaggi più belli e reconditi che questo luogo custodisce gelosamente da milioni di anni

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Seguendo la fitta vegetazione e risalendo il fiume Daintree (infestato da coccodrilli e serpenti d’acqua), sono giunto, infine, ad una magnifica spiaggia di sabbia bianca e fine: Cape Tribulation. Lo spettacolo è davvero mozzafiato ed il primo istinto sarebbe stato quello di togliermi i vestiti e tuffarmi nelle acque cristalline ma anche qui, così come un po’ ovunque all’interno della giungla, l’allerta è massima a causa dei soliti alligatori che, insieme alle temibilissime meduse cubo, costituiscono una costante minaccia ed impongono il più assoluto divieto di balneazione.

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Il viaggio prosegue e così, il giorno seguente, si parte dal molo di Cairns a bordo di un catamarano per arrivare, dopo circa un’ora di traversata, all’isola di Green Island, un atollo verde in mezzo all’Oceano, lambito da una sabbia bianchissima.

Potenzialmente Green Island ha tutte le carte in regola per essere considerata una sorta di “Paradiso” in Terra; di fatto, le orde di turisti cinesi e giapponesi che sbarcano sul molo a tutte le ore del giorno, uccidono la poesia del luogo e fanno capire immediatamente di essere stati catapultati in una classica “trappola per turisti”. Inoltre, come se ciò non bastasse, l’isola è infestata da numerosi uccellacci animati da una carica di aggressività sconosciuta ai volatili di casa nostra ed uno di questi mi ruba, letteralmente, un paio di biscotti dalle mani, lasciandomi attonito e a bocca asciutta.

Tuttavia, a mio giudizio, al di là di questi piccoli “inconvenienti”, il pezzo forte dell’escursione a Green Island è rappresentato dalla traversata in sottomarino. Con un costo equivalente a circa nove/dieci euro si entra in un sommergibile con ampie finestre in vetro e, rimanendo comodamente seduti ed asciutti, si scende sott’acqua per iniziare un tour di mezz’ora nello splendore della barriera corallina, tra i pesci e le tartarughe marine.

Per ulteriori approfondimenti su Green Island, potete cliccare qui e leggere la recensione che ho pubblicato su Tripadvisor. In alternativa, date un’occhiata a queste foto, scelte tra le diverse decine di scatti che ho fatto in quei memorabili trenta minuti della mia vita, che credo rimarranno per sempre indelebili nella mia memoria.

E finalmente l’Outback! Fa un certo effetto, direi una certa emozione, trovarsi al check-in con uno zaino sulle spalle ed un biglietto in mano della Qantas con su scritto “destinazione: Ayers Rock“.

Ayers Rock, o per meglio dire Uluru, come lo chiamano gli Aborigeni, non è semplicemente un imponente massiccio roccioso, una montagna rossa che si erge curiosamente nel bel mezzo del deserto…è molto di più, è un simbolo, un’icona, un luogo sacro, un punto d’arrivo, per qualcuno persino il punto del non ritorno. Pochi luoghi sulla faccia della terra riescono a suscitare un tale batticuore e se dovessi scorrere con la mente tutti i sentieri che ho calpestato, direi che probabilmente solo i ghiacciai perenni dell’Islanda, a cavallo della linea del Circolo Polare Artico, mi hanno destato una simile eccitazione. A mio giudizio non è concepibile un viaggio in Australia senza passare da Uluru, senza aver percorso quelle lande sterminate di sabbia rossa dove tutt’ora gli Aborigeni del luogo difendono orgogliosamente la loro cultura e la loro stessa ragion d’essere: Uluru è un luogo dell’anima prima ancora che un punto geografico.

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Se mi posso permettere un suggerimento, in barba a quanto riporta il sito del nostro Ministero degli Affari Esteri (Viaggiare Sicuri) che sconsiglia espressamente di intraprendere viaggi individuali e di guidare l’auto ad Ayers Rock, paventando persino pericoli di morte a causa della natura impervia ed inospitale della regione del Northern Territory…io, nel mio piccolo, vi consiglio invece di affittare un auto, godendovi in tranquillità e solitudine la magia del luogo. In tutta onestà, non ritengo di aver corso alcun rischio minimo che potesse mettere neppur lontanamente a repentaglio la mia vita. Andate al tramonto o magari all’alba…non rimanete intruppati insieme ai turisti mordi e fuggi che, ad orari prestabiliti, vengono scaricati in massa dai pullman organzzati e, probabilmente senza rendersene conto, profanano il mistero, spezzano il silenzio, turbano l’armonia. La montagna è sacra per gli Aborigeni e come tale esige rispetto. Gli autoctoni ci chiedono, cortesemente, di non scalarla…ci invitano gentilmente a non farlo, ma se arrivate all’ora di punta ai piedi del monolite troverete orde di turisti chiassosi e volgari che, arrancando, conquistano la vetta di Uluru e si sparano dei selfie da postare su Facebook.

Qualche informazione di carattere pratico:

  • anziché rivolgermi alle compagnie internazionali di noleggio per l’affitto dell’auto, ho preferito rivolgermi ad una compagnia locale: Thrifty Car Rental. Ho risparmiato un bel po’ di soldi e sono stato trattato con cortesia e professionalità;
  • Ricordatevi che la patente di guida Italiana non è sufficiente per guidare nel Northern Territory: le autorità locali richiedono, ad integrazione, la patente di guida internazionale (quella scritta in Inglese, per intenderci) che viene rilasciata in Italia dalla Motorizzazione Civile;
  • C’è un solo Resort (peraltro molto caro) in zona, per cui, a meno che non intendiate dormire a cento chilometri di distanza, oppure sotto il cielo stellato, consiglio di prenotare online con un certo anticipo;
  • Per il cibo…gli unici ristoranti sono quelli del Resort, pretenziosi, carissimi e dove pare si mangi pure male. Tuttavia, per i meno esigenti esiste, a mio giudizio, una valida alternativa. Sempre all’interno del solito Resort, ma in posizione un po’ defilata, troverete un piccolo supermercato dove è possibile acquistare a prezzi accettabili panini, insalate, pasti caldi, persino polli allo spiedo con patate. Per l’acqua, invece, non c’è salvezza: una bottiglia  di minerale da un litro…cinque dollari!

E dopo essermi lasciato alle spalle il simbolo dell’Australia, dichiarato giustamente dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, salgo a bordo dell’ennesimo volo con destinazione Sydney, la città più importante del Paese.

Ancora una volta, nonostante stiamo parlando di una megalopoli di circa cinque milioni di abitanti, non appena arrivato non trovo caos o disorganizzazione, tutto mi appare estremamente semplice, ogni cosa risulta facile e chiara da comprendere.

All’aeroporto la segnaletica indirizza i passeggeri con destinazione Sydney verso i binari dell’AirportLink, un treno suburbano che, con frequenza regolare, in dieci minuti conduce nel cuore della città: non c’è alcuna possibilità di errore. I biglietti si acquistano con carta di credito interfacciandosi con delle macchinette automatiche poste in bella vista nei pressi dei binari.

L’albergo prenotato dall’Italia è un classico Best Western, a 50 metri da Hyde Park, in pieno centro: per eventuali dettagli potete cliccare qui e leggere il mio punto di vista pubblicato su Tripadvisor.

La città è stimolante, energetica, direi elettrizzante: non è un caso se sia già entrata da molto tempo nell’Olimpo delle migliori città al mondo in cui vivere ed occupa stabilmente le prime posizioni in tutte le classifiche riguardanti qualità e stile di vita. Una delle cose che si nota sin da subito è la forte componente multietnica, soprattutto asiatica. Ad ogni modo non pare che da queste parti vi sia alcun problema di integrazione, almeno questa è stata la mia impressione. Pur spostandomi fra diversi quartieri, taluni peraltro al di fuori delle rotte turistiche convenzionali, non ho mai incontrato diseredati, balordi, nullafacenti…ho sempre avuto la sensazione che tutto fosse sotto controllo e che nessuno ciondolasse inutilmente senza una meta.

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In media, i ristoranti a Sydney sono abbastanza cari ma, così come in Inghilterra, una valida scappatoia è rappresentata dai Pub dove, con meno di 15 dollari australiani (circa 10 euro), si riesce a mangiare e bere in modo sostanzioso, in un’atmosfera autentica ed in mezzo agli avventori del posto. A mio giudizio, limitatamente ad una delle zone più centrali della città, tra Hyde Park e China Town, il Maloney’s (clicca per leggere la mia recensione) è sicuramente un’ottima scelta.

Numerose sono le attrazioni che Sydney offre al visitatore che si lascia conquistare dal fascino metropolitano della capitale del Nuovo Galles del Sud: in primo luogo il quartiere portuale denominato “the Rock“, ma anche i grandi parchi cittadini, il Giardino Botanico, la cattedrale St. Mary, naturalmente l’Opera House (che rappresenta il simbolo dell’intera città insieme all’Harbour Bridge), l’immenso quartiere Cinese (camminando per la China Town di Sydney si perde la cognizione geografica, si ha proprio l’impressione di trovarsi in estremo Oriente…), ed ancora il Darling Harbour oppure uno dei tanti musei cittadini come, ad esempio, il Museo d’Arte contemporanea. Potrei continuare con la lista di cose da vedere in città, ma mi limiterò a suggerire, invece, una semplice gita fuori porta verso una località, generalmente non contemplata dai circuiti turistici più battuti ma, a mio avviso, estremamente piacevole: la penisola di Manly.

Un piccolo ed efficiente Ferry Boat (che effettua un servizio di linea) mi ha portato fin lì con pochi spiccioli, consentendomi, durante la traversata, di godere (gratuitamente) della splendida vista di tutta la baia, anziché acquistare il classico “tour turistico della baia”, sponsorizzato dalle agenzie di viaggio locali e venduto a peso d’oro ai turisti danarosi e un po’ sprovveduti.

Manly è un grazioso e caratteristico sobborgo proteso sul mare; nella strada principale vi sono alcune deliziose pasticcerie, qualche negozietto d’artiginato, ristorantini con tavolini all’aperto. Tuttavia, l’attrattiva principale che rende Manly degna di essere visitata sono le sue immense spiagge, considerate, a causa del forte vento che spira durante tutti i mesi dell’anno, un vero paradiso per gli immancabili surfisti che, sfruttando il favore delle onde, si esibiscono in mirabolanti e spettacolari acrobazie davanti agli occhi di chi si trova a passare da quelle parti.

Di ritorno a Sydney, rimane appena il tempo per l’acquisto dei soliti immancabili souvenir. A tale scopo, la scelta migliore è quella di perdersi tra le bancarelle di China Town, immergendosi nell’atmosfera calda e coinvolgente del mercato coperto: qui si trovano i classici magneti con le immagini dei canguri, boomerang di legno, portachiavi a forma di Koala, piccoli oggetti d’artigianato locale e chincaglierie d’ogni genere…per tutti i gusti. I prezzi, vi assicuro, sono di gran lunga inferiori a quelli che si possono trovare, per le stesse identiche inutili cose, in qualunque altra zona della città.

Il viaggio è finito, rimangono solo le ultime ventidue ore di volo che mi separano da casa. Il treno corre veloce verso Kingsford Smith (l’aeroporto internazionale di Sydney) e già comincio a sentire un po’ di nostalgia per una Terra bellissima che mi ha ospitato con generosità, dandomi la possibilità di vivere un’esperienza unica ed indimenticabile.

Salgo le scalette dell’aereo e giunto a bordo una hostess della Singapore Airlines mi saluta e mi da il benvenuto, augurandomi buon viaggio. Rispondo al saluto distrattamente mentre i miei pensieri sono altrove…da qualche minuto sto riflettendo sul fatto che un viaggio, qualunque tipo di viaggio verso qualunque meta, non si esaurisce mai con il ritorno a casa, perché, miracolosamente, si ripete infinite volte negli angoli più reconditi e silenziosi della mente, rimanendo per sempre patrimonio indelebile di chi ha avuto la fortuna d’averlo vissuto.

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26 pensieri riguardo “Australia

    1. Molte grazie Lucy, il tuo apprezzamento mi fa doppiamente piacere perché proviene da una persona come te che, vivendo in Australia, conosce a fondo questa meravigliosa isola ed è pienamente consapevole delle grandi emozioni che questa Terra è in grado di regalare a chi ne calpesta il suolo 🙂

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      1. Grandissime, sì! Tornerò a leggerti, mi piace sapere cos’hanno fatto e pensato altri prima di me ☺️

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  1. Ferrarotti Pieralberto 13 ottobre 2018 — 23:45

    Sono qui in Australia X una vacanza di 3 sett ho come base Chinchilla da un Amico è un altro amico con me dall’Italia abbiamo girato un pezzettino di Queensland visti i dintorni ci siamo spostati al nord scegliendo Sarina posizione molto buona e accogliente X il soggiorno e spostamenti li è molto bello il mare anche x la pesca divertimento con visita alle isole partendo da Airlie Beach visita al parco Eungella Broken River poi Mackay bello anche Rockhampton dimensioni veramente esagerate di qualsiasi cosa Bundaberg Bunya Mountains
    è chiaro che bisogna cavarsela a parlare X il resto Brava gente disponibile in tutto e per tutto adesso rientrati a Chinchilla qualche giorno prima di tornare visitato il museo qui del paese veramente storico con mezzi ricordi del inizio della vita passata X noi molto soddisfatti ritorniamo Felici con un pensiero di un futuro ritorno Aldo Jack Roberto Balletta

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  2. Ferrarotti Pieralberto 14 ottobre 2018 — 7:12

    Ho letto tutto il Tuo viaggio descritto in maniera entusiasmante Bravo e Complimenti X me che ho visto una briciola del tuo viaggio mi ha fatto appassionare più di prima Aldo Jack Roberto Balletta Chinchilla

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  3. Ciao Pieralberto e grazie per essere passato dal mio blog ed aver lasciato il tuo commento.
    Sono certo che anche il tuo viaggio sia stato estremamente interessante poiché ogni viaggio, a prescindere dalle poche o tante cose che si riescono a vedere, é sempre un’occasione unica ed irripetibile per ampliare le proprie conoscenze e poi, tornare a casa più ricchi di quando si era partiti.
    Continua seguirmi sul blog e chissà che magari, leggendo su qualche altro dei miei viaggi di cui ho scritto oppure guardando qualcuna delle foto che ho pubblicato, non ti lascerai ispirare per la scelta della tua prossima meta, da qualche parte, sulle strade del mondo.
    A presto e… buon viaggio di ritorno 😊

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    1. Ferrarotti Pieralberto 14 ottobre 2018 — 23:02

      Mille Grazie ti seguirò sicuramente a un presto risentirci

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  4. Quanti ricordi, conosco bene i posti che descrivi.
    Ci tornerò, prima o poi.

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    1. Te lo auguro Stefi!
      Anch’io, presto o tardi, spero di ritornare in questo bellissimo Paese, magari per scoprire altri luoghi fantastici ed aggiungere una nuova pagine del mio blog.
      Ciao e grazie per aver lasciato il tuo commento 🙂

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      1. Ci sono stata due volte, la terza non può mancare!
        Grazie a te. 😊

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  5. silviadeangelis40d 21 novembre 2018 — 13:06

    Immagini di straordinaria bellezza
    Un saluto,silvia

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    1. Grazie Silvia,
      Un caro saluto anche a Te 🙂

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  6. Wonderful write-up and information. I used the translator to read your posts and really liked them. You have a great travel blog… 🙂

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    1. Thank you so much for reading!
      Have a nice day and… keep going 😊

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  7. Hi, I’ve nominated you for the Sunshine Blogger Award! I appreciate your blog so hope you can participate. 🙂
    https://imageearthtravel.com/2019/01/27/sunshine-blogger-award-nomination-3/

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    1. Wow… I’m really speechless for this gratifying nomination, especially because it comes from a great blogger, traveller and photographer as you are. Heartfelt thanks!!

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  8. Bello !!! Mi piace molto 🙂

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    1. Sì, soprattutto da un punto di vista naturalistico, è un Paese di ineguagliabile bellezza.
      Ciao!

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  9. Wonderful, precise and informative travelgoue. I really liked your details about the hotels and food. It would definitely help the prospective tourists.

    I loved your bio. And, I’ve started envying and following your blog. 😀 😀 😀 You’ve travelled so many countries! Hats off!

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  10. Thanks Maniparna for you words of encouragement,
    I’m really happy to hear that you’ve appreciated mio bio and are following my blog. That’s a great boost for me 🙂
    Let’s keep in touch!

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  11. I very much enjoyed this post of my home, which made me homesick.

    Although I’m originally from Sydney, I sailed to Brisbane in 1992 when it was still a big country town – hard to believe? Then sailed up and down the eastern coast for years and got as far as Lizard Island (north of Cooktown). The beaches north of Cooktown are spectacular – you need to return!

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    1. Your Country is really amazing so I know what you mean when you say that my post made you homesick…
      Hope to return… sooner or later (and I will try not miss the spectacular beaches north of Cocktown)!
      Thanks a lot for your visit and comment 🙂

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  12. L’Australia è una meraviglia, tu ha visitato dei posti in cui non sono stata.
    Ho girato al sud nel territorio della Capitale sino al mare…

    Ho letto il post con la mente rivolta a qualche anno fa e sono assalita dalla nostalgia e dalla consapevolezza che non tornerò più in questi luoghi meravigliosi dove per la prima volta guardando in profondità, verso l’orizzonte, ho visto nettamente la rotondità della terra.
    La natura australiana è un qualcosa di affascinante, peccato sia così lontana e il viaggio, costoso.

    Ps. io ho potuto ottenere un prezzo scontato iscrivendomi, qualche mese prima, all’associazione italiana (Italia-Australia); non so se ancora in attività. Ho preso due aerei (anzi tre visto che partivo da Alghero): Roma-Atene-Melbourne (scalo tecnico a Singapore: Aereporto più bello, pulito ernorme in assoluto).

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  13. Un luogo magico e suggestivo, dominato da una natura prorompente e, in talune zone del Paese, ancora aspra e selvaggia. Hai ragione: il viaggio è lungo e costoso; tuttavia… mai dire mai! Magari un giorno, inaspettatamente, ci si ritroverà ancora da quelle parti… La vita è bella proprio perché è imprevedibile 🙂
    Ciao e buona serata

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