Una lezione di civiltà

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Londra non ha bisogno di presentazioni: alla stregua di Parigi e New York è una fra le città più amate e visitate al mondo. Alcuni la scelgono addirittura come meta per il loro primo viaggio all’estero, in molti, dopo esserci stati una prima volta, vi ritornano successivamente e, persino coloro che non ci sono mai andati, ne hanno comunque un’idea dai contorni ben definiti, in virtù di tutto quello che su Londra è stato scritto e detto nei libri, nelle riviste ed attraverso i vari mezzi di informazione e comunicazione.

Purtoppo bisogna riconoscere che oggi Londra non è più la città mito degli anni d’oro dei Beatles e delle minigonne di Carnaby street…

Le violente crisi economiche e sociali del primo scorcio di questo nuovo millennio, oltre ad offuscarne parzialmente l’immagine, hanno intaccato il proverbiale distacco aristocratico con cui, sino a qualche tempo fa, i sudditi della regina amavano porsi davanti ai problemi pratici della vita quotidiana; dal canto loro, gli immigrati di colore delle ex colonie del Commonwealth (e non solo quelli), di tanto in tanto, sfogano le loro difficoltà di inserimento e le loro frustrazioni con vere e proprie sommosse e, se tutto questo non bastasse, negli ultimi anni si è aggiunto anche il problema del terrorismo internazionale che ha fatto di Londra uno dei bersagli preferiti dei fondamentalisti islamici.

Tuttavia, nonostante ciò, Londra resta una delle mete preferite, soprattutto dai giovani viaggiatori, perché continua ad offrire molti degli elementi che garantiscono un viaggio allegro e costruttivo: dall’entertainment all’ambiente cosmopolita, dall’avanguardia culturale alla grande possibilità di imparare in fretta la lingua più utile del mondo.

Detto questo, inutile girarci intono, Londra (soprattutto per le tasche di noi Italiani) è una città estremamente costosa e (musei a parte) diventa un’impresa davvero ardua riuscire a visitare una qualunque attrazione senza scucire un bel po’ di quattrini.

Per questo motivo, sulla base della mia esperienza personale, desideravo fornire un piccolo suggerimento a chi è in cerca di ispirazione, per trascorrere GRATUITAMENTE un paio d’ore del suo tempo nella capitale britannica, vivendo un’esperienza interessante, alternativa e, a mio avviso, direi anche educativa.

Per chi non lo sapesse vi è, infatti, la possibilità di accedere (sottolineo: gratis) al Palazzo del Parlamento londinese ed assistere ai dibattiti parlamentari che si svolgono tutti i giorni da Lunedì a Venerdì (di volta in volta bisogna controllare gli orari, poiché sono suscettibili di cambiamento). Il piccolo cancello d’ingresso è situato sul retro del Palazzo (dal lato di St Stephen’s Entrance).

Attenzione ai venditori dei biglietti per le visite a pagamento organizzate, collocati nei pressi dei cancelli principali, proprio davanti alle interminabili code di turisti in attesa di entrare per il classico “tour” guidato; tenteranno di scoraggiarvi affermando che non è possibile accedere individualmente all’interno del Palazzo: non prestate loro alcun credito, questa è solo una bugia per spillarvi denaro!

Io non mi sono scoraggiato e senza attendere alcuna coda (davanti a me vi erano solo cinque o sei persone), dopo aver varcato il piccolo ingresso defilato di cui dicevo sopra, mi sono ritrovato dinanzi ad un tornello con relativo controllo di borse e borselli (stile check in aeroportuale); superato questo primo step, mi è stata scattata una foto istantanea; quindi, in qualità di “visitor”, mi è stato rilasciato un “pass” da tenere in bella mostra durante tutto il tempo della visita.

Sotto gli occhi sempre attenti e vigili delle guardie, ho visitato in autonomia alcune sale di accesso, quindi sono stato indirizzato gentilmente dagli addetti alla sicurezza verso la galleria (un ambiente confortevole e climatizzato), dove ho potuto assistere ad un dibattito fra il Governo e l’opposizione sulla tematica all’ordine del giorno (in quella circostanza si discuteva sull’inasprimento delle leggi per gli abusi sui minori).

Da notare che su alcuni display posti opportunamente sulle pareti della sala, scorrevano in modo fluido tutti i sottotitoli dei dialoghi in corso (utili non solo per chi ha problemi d’udito, ma anche per coloro che, avendo soltanto una conoscenza di base della lingua inglese, non hanno particolare confidenza con il listening).

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Mi ha particolarmente colpito la signorilità e la compostezza con cui le forze politiche contrapposte affrontavano problematiche scottanti, sostenendo punti di vista differenti, ma sempre con estremo rispetto delle posizioni altrui.

In un clima disteso e cordiale, tutti quanti con gentilezza ed armonia, senza isterie e manie di protagonismo, ragionavano sul tema del giorno con il chiaro ed evidente intento di fornire soluzioni utili per la causa comune, al di là del colore politico, del fronte di appartenenza e degli interessi di bottega.

Uno scenario assai diverso dalle squallide e volgari risse fra i politici a cui talvolta, purtroppo, si assiste nel nostro Paese…ma questa è un’altra storia!

Alla fine del dibattito, sono andato via dal Palazzo del Parlamento pienamente soddisfatto non solo per il gusto di non aver pagato neppure un penny (impresa, come già detto, assai difficile a Londra) ma anche e, soprattutto, per la consapevolezza d’aver assistito ad una grande lezione di civiltà e di aver vissuto un’altra esperienza da raccontare.

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28 pensieri riguardo “Una lezione di civiltà

  1. Superinteressante, grazie!! Anche qui in Australia si può fare la stessa cosa in Parlamento, purtroppo ci sono capitata quando non era riunito. Vedere una seduta a Londra mi piacerebbe un sacco 😍

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    1. Grazie a te Lucy! E’ sempre un piacere rivederti sul mio blog 🙂
      A presto e buona serata 👋

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      1. Grazie e buona giornata a te! ^_^

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  2. Il comportamento dei nostri politici è molto spesso vergognoso e poco professionale.
    Grazie Giovanni, leggerti è sempre un piacere.

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    1. Proprio così, Giancarlo. Inoltre, ho come l’impressione che negli ultimi anni il livello medio della nostra classe politica sia ulteriormente decaduto, a tal punto da farci (quasi) rimpiangere i tanto vituperati esponenti della Prima Repubblica… il che è quanto dire 😉

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  3. Grazie per i consigli Giovanni 🙂

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    1. Ciao Simona,
      Sono io che ringrazio te per aver lasciato una traccia della tua presenza nel mio blog.
      Per quanto riguarda il consiglio… beh, perché no? Se passi da Londra magari potrebbe essere un’idea interessante 💡 😉

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  4. rosalbataibi di Sole di Sicilia 4 gennaio 2019 — 14:48

    Articolo interessante!

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  5. Lu {pandored73} 4 gennaio 2019 — 14:51

    Due miei conoscenti volevano trasferirsi a Londra, ma sono dovuti tornare indietro a causa di problemi lavoro/soldi. Rimpiangono lo stile di vita totalmente opposto a quello italico, che paragonano ad un circo di ubriachi. Non sono mai stata a Londra, ma noto con rammarico il precipitare degli italiani in un vortice di qualunquismo e sterilità intellettuale.
    Le tue informazioni circa le visite al parlamento sono utilissime, grazie!

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    1. Ciao Lu,
      il “qualunquismo” e la “sterilità intellettuale” di cui parli nel tuo preciso e circostanziato commento, sono proprio la diretta conseguenza del circo mediatico dal quale veniamo quotidianamente bombardati, con la connivenza di una stampa spesso asservita e la complicità di una TV spazzatura che, anziché risvegliare lo spirito critico della gente, addormentano le coscienze . A conferma di quanto detto, basti pensare che gli indici di “libertà di stampa” pubblicati ogni anno dagli appositi Organismi internazionali, pongono costantemente il nostro Paese agli ultimi posti delle classifiche generali, dietro Paesi (con rispetto parlando) come Namibia, Ghana e Burkina Faso.
      Poi, basta mettere il naso fuori di casa, e ci si accorge di un mondo che gira in modo differente (e spesso assai meglio) rispetto al nostro…
      Ti ringrazio moltissimo per il tuo intervento.

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  6. Ciao Giovanni Tu sei corretto che Londra è un città molto caro per l’inglese anche. Per alcune cose che deve pagare per vedere ma molto cose sono gratuiti..Quando siamo andati a Londra abbiamo alcuni libri, ” London’s Hidden Walks ” molto interessante e il costo solo che di una tazza di tè o caffè sul percorso. Il tuo viaggio a parlamento penso che al questo momento con tutti i dibattiti sulla Brexit potresti trovarlo non così rilassato e cordiale. Come sempre un articolo brillante da leggere, grazie
    Lynne

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    1. Sono io che ringrazio te: mi fa un immenso piacere ritrovarti sempre fra i miei più assidui “follower”.
      Già… in tempi di Brexit ho la vaga sensazione che anche dalle parti del Big Ben l’atmosfera si cominci a surriscaldare.
      Un caro saluto a te ed a tutti gli altri amici che mi seguono con affetto dalla Gran Bretagna 🙂

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  7. Post semplicemente meraviglioso. Sono sempre più orgoglioso di essere da tempo un tuo follower.

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    1. Ciao Wwayne,
      anch’io seguo sempre con estremo interesse gli articoli che scrivi su due argomenti (libri e cinema) che mi stanno particolarmente a cuore: i complimenti e la stima, quindi, sono del tutto reciproci 😉

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  8. So true! Travelling makes a person complete.

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    1. Hi Megala,
      Thanks a lot for stopping by my blog and dropping your comment: I’m honoured!

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  9. Traveling compulsory for all humanity owing to it’s benefits… Please, I would like you to follow my blog as well…. Thanks!

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  10. Si, certo quando vedo cosa succede nella politica italiana rimango contento che sono cresciuto in un paese con la Madre dei parlamenti. Pero’ anche in GB non c’e’ piu’ la calma di una volta. Il famigerato brexit, tattica dei tory per soddisfare le differenze verso l’UE del loro partito ha aperto la scatola di Pandora con opinioni che hanno severamente diviso la GB fino al punto che i figli non parlano piu’ ai genitori e neppure fra di loro. Almeno gli inglesi ‘old school’ hanno deciso di non menzionare questa parola e parlare invece del tempo o dei loro cagnolini quandi s’incontrano. Pero’ le scene nel Houses of Parliament e anche di fuori stanno diventando sempre piu’ surriscaldate. Chissa’ cosa succedera’ dopo il 29 del mese prossimo? Guerra civile, ritorno dell’IRA, un Scozia indipendente o……..semplicemente un altro compromesso tipicamente inglese, capito solo dal popolo di queste isole ma che mettera’ l’UE sempre piu’ in stato di perplessita’ verso la GB?

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    1. Già… chissà cosa succederà? Incrociamo le dita e speriamo che alla fine si prendano decisioni equilibrate a reale beneficio della gente comune e non si assista, invece, al triste prevalere degli interessi particolaristici di ristrette oligarchie.
      Grazie Francis, il tuo commento è particolarmente prezioso, proprio perché tu, vivendo ormai da così tanto tempo nel Regno Unito, hai una prospettiva sicuramente migliore rispetto a quella di chi osserva da lontano le dinamiche politiche d’Oltremanica.
      Un caro saluto

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      1. Prego. Seguo il tuo blog sempre con interesse

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  11. Thanks for this view into London. It’s a beautiful city.

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    1. You’re right: it’s quite a beautiful city!
      Thanky so much for your comment 🙂

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  12. Ogni viaggiatore dovrebbe leggerti, e le informazioni che fornisci sono preziosissime.
    Ma quanti viaggi hai fatto? 😅

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    1. Mi lusinghi con il tuo gentilissimo apprezzamento: le tue parole mi incoraggiano ad andare avanti in questa direzione. Viaggiare è sempre stata una mia passione e negli anni ho avuto l’opportunità (ed il privilegio) di visitare molti Paesi. Tuttavia, credo che il viaggiatore non si riconosca dal numero di Paesi visitati, bensì dall’approccio al viaggio, dallo spirito con cui intraprende il suo cammino alla scoperta di luoghi vicini o lontani, ancorché non ben conosciuti. In uno dei miei libri, dedicato proprio alla tematica del viaggio, mi soffermo sul fatto che il viaggio non è un semplice movimento nello spazio geografico, ma è anche (e direi soprattutto) un percorso di ricerca che inizia nella nostra mente e termina nel nostro cuore.
      Grazie per il tuo contributo e buona giornata 🙂

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      1. Un percorso che inizia dalla mente e termina nel cuore… credo che sia proprio questo il tuo tocco in più, quello che ti permette di trasmettere ciò che provi.
        Grazie a te, buon sabato!

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