Una cartolina dalla Russia

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La Russia è certamente un Paese di straordinaria bellezza, ricco di fascino e cultura. Eppure, nonostante il crollo del comunismo abbia dissolto come neve al sole l’Impero Sovietico, la cui inquietante immagine incombeva su tutto il mondo occidentale sino a qualche decennio fa, tuttavia per noi Europei questo Paese rimane a tutt’oggi difficile da interpretare e decifrare; non a caso chi ha avuto l’opportunità d’esserci andato, è quasi sempre tornato indietro estasiato da cotanto splendore, ma con la sensazione di non aver svelato del tutto la cortina di mistero che ancora avvolge questo incredibile ed immenso Paese… chiunque sia andato, è tornato con la consapevolezza di non aver risolto l’enigma.

La Russia non è una meta privilegiata dal turismo italiano e, in genere, chi dal nostro Paese si indirizza verso l’antica Repubblica Socialista Sovietica, lo fa con un pizzico di istintiva diffidenza e preferisce affidarsi ad un gruppo organizzato, piuttosto che partire in solitario.

Io, ancora una volta, ho preferito vincere i pregiudizi e scoprire in regime di totale libertà un Paese che mi ha regalato grandi emozioni, lasciandomi in fondo al cuore un ricordo fatto di luoghi, ma anche di sorrisi e cordialità.

Ho cominciato a pianificare il mio viaggio in Russia con qualche mese d’anticipo e già sin dal primo momento i soliti “bene informati” avevano cominciato a mettermi in guardia sul fatto che i Russi sconoscono l’inglese e risultano abbastanza bruschi nei rapporti interpersonali.

Non c’è nulla di peggio di un pregiudizio che, per definizione, non è null’altro di una mera opinione superficiale e senza giudizio: non è un caso che viaggiare è sempre il modo migliore per acquisire notizie di prima mano e superare i preconcetti.

Forse è vero che, in genere, l’uomo della strada a San Pietroburgo e soprattutto a Mosca, non riesca ad esprimersi decentemente in inglese ma, ad onor del vero, non mi risulta che in Italia le cose stiano diversamente.

Inoltre, ho sempre pensato che viaggiare sia anche una maniera di vincere l’inerzia ed un’occasione per imparare qualcosa di nuovo e così, mi tuffo su “Duolingo” ed inizio un corso intensivo di Russo per anglofoni (purtroppo su questa validissima piattaforma non è ancora presente il corso di Russo per studenti italiani…): la prendo come una scommessa con me stesso ed alla fine, dopo un paio di mesi di esercitazioni, ho la sensazione d’aver fatto qualcosa non solo di utile, ma persino di divertente! In breve raggiungo un livello di conoscenza elementare della lingua russa che, una volta sul posto, non mi consentirà, certamente, di intrattenermi in conversazioni impegnate su politica o religione con i Russi, ma mi permetterà di dire qualche semplice parola di uso comune e, soprattutto, mi renderà perfettamente familiari quei caratteri cirillici la cui conoscenza, specie a Mosca, si rivelerà veramente importante.

Ad ogni modo, al di là della proverbiale chiusura linguistica dei russi (che, come dicevo poc’anzi, li accomuna anche ad altri popoli, italiani e francesi in testa…), devo dire che in genere, dovunque sia andato, ho trovato sempre persone estremamente educate e gentili, in prima battuta riservate ma, all’occorrenza, pronte a sciogliersi e sempre disponibili a dare una mano d’aiuto nel caso ce ne fosse bisogno.

Inoltre, ho notato sin da subito, con un pizzico di malcelato orgoglio patriottico, che i russi hanno una particolare ammirazione per tutto ciò che sia correlato all’Italia. Potrei citare vari episodi e situazioni che durante il mio viaggio hanno rafforzato questa mia convinzione: dalle numerose griffe italiane che vengono sfoggiate in bella mostra nelle vetrine dei principali negozi, al fatto (apparentemente banale, ma in realtà sintomatico) che in più d’una circostanza ho sentito echeggiare dalle radio del luogo le note un po’ demodè dei più noti cavalli di battaglia dei vari Al Bano, Toto Cutugno ed i Ricchi e i Poveri che, da queste parti, continuano ad avere incredibilmente ancora un certo credito.

A riprova di quanto detto sul carattere dei russi, al mio arrivo a San Pietroburgo, al controllo aeroportuale di sicurezza, mi trovo dinanzi ad un giovane poliziotto addetto al servizio che mostra un’aria severa di sé, abbastanza contrastante con i tratti poco più che adolescenziali del suo viso; non parla inglese ma, in qualche modo, riesce a farmi capire che vuole visionare anche la carta d’imbarco del volo con cui sono appena arrivato. Alla fine appone il timbro d’ingresso sul mio passaporto e mentre mi accingo ad andar via, inaspettatamente, si scioglie, abbozza un sorriso infantile e pronuncia in italiano una frase che vuole essere di benvenuto: “Ciao, Italia bella!”

Quel ragazzetto in divisa non lo saprà mai ma, senza volerlo, con il suo sorriso e con la sua semplice frase, mi ha svelato d’un colpo il vero spirito del popolo russo.

Non mi soffermerò in questo articolo su tutto ciò che c’è da vedere a zonzo per San Pietroburgo e Mosca perché di questo ho ampiamente parlato all’interno della sezione del mio blog intitolata “i miei viaggi”, nella pagina dedicata alla Russia; anzi, per chi fosse interessato ad eventuali approfondimenti e consigli pratici, è sufficiente cliccare qui e troverà tutti i dettagli e le informazioni utili.

Mi limiterò a dire che l’esperienza è stata fantastica e che se il tempo, come diceva Sant’Agostino, è un’estensione dell’anima, ho come l’impressione che il mio tempo di permanenza in questo affascinante e misterioso Paese sia come volato.

Ed a proposito di voli, l’aereo che mi riporta a casa alla fine del mio soggiorno in Russia decolla (sfortunatamente) al mattino presto dall’aeroporto Domodedovo, che dista dal centro di Mosca circa cinquanta chilometri. Considerando la distanza da coprire e le prevedibili lungaggini legate ai controlli di sicurezza, mi occorre, quindi, alzarmi alla buon’ora.

Per il transfer mi rivolgo a Lingotaxi, una compagnia di noleggio con conducente che opera su tutto il territorio della Federazione Russa e che, a differenza di altri competitors, offre assoluta affidabilità e tariffe economiche. Il servizio si rivela impeccabile. Alle cinque e mezza del mattino mi arriva puntuale e gradito un messaggio al cellulare: è l’autista di Lingotaxi che mi augura il buongiorno e mi ricorda, di lì a poco, del nostro appuntamento mattutino.

Con mia somma sorpresa l’autista è un giovane italiano: si chiama Tiberio ed è nativo di Roma. Durante il tragitto per l’aeroporto mi racconta un po’ di sé: nonostante abbia solo trent’anni o poco più, si è già lasciato alle spalle una vita in giro per il mondo fra mille lavori ed esperienze diverse. Adesso mi dice d’aver trovato il suo punto di equilibrio in Russia, dove vive da qualche tempo e dove ha conosciuto la sua compagna che gli ha fatto dono di una splendida bimba di cui mi mostra la foto.

Tiberio parla con entusiasmo della sua vita, della sua famiglia, dei suoi progetti personali e lavorativi: ha grandi idee ed enormi capacità comunicative (parla addirittura sette lingue!). Strada facendo mi racconta di luoghi inediti di Mosca, di quartieri bellissimi che sfuggono ai circuiti del turismo di massa ma che certamente vale la pena di conoscere ed apprezzare. Sarà per la prossima volta!

Prima di arrivare in aeroporto, trova il tempo per prendere la mia macchina fotografica e, sporgendosi attraverso il finestrino della sua lussuosa auto in corsa, scatta per me una foto degli avveniristici grattacieli del distretto finanziario della megalopoli russa.

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Infine, si propone come eventuale guida turistica per tutti coloro che hanno voglia di vedere il volto più autentico di Mosca sotto la guida esperta di uno come lui, che la città la conosce assai bene. Mi lascia pure i suoi recapiti di contatto e mi invita a darne spazio anche sul mio blog:

email: tiberiostolner1986@gmail.com

Whatsapp: +393890656223

Mi preme sottolineare che accolgo la sua richiesta in modo del tutto disinteressato, lo faccio solo perché sono convinto che Tiberio sia una guida davvero in gamba che, con la sua capacità professionale, potrebbe dare un tocco particolare al vostro viaggio a Mosca, qualora stiate progettando di visitare la capitale russa…

Mentre lo saluto cordialmente, penso che il senso del viaggio non stia soltanto nella scoperta di un nuovo luogo, ma anche, all’occorrenza, nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare. E di questa verità il viaggiatore, a differenza del turista, è sempre pienamente consapevole. In fondo, non si viaggia solo per scattare qualche stupido selfie da “postare” su Facebook o su Instagram. Il viaggiatore più autentico, nel suo solitario ed “egregio” cammino (letteralmente: fuori dal “gregge” cioè dal gruppo), è sempre consapevole che un’esperienza completa di viaggio non possa mai prescindere dall’incontro con le persone, ponendo domande ed ascoltando risposte.

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27 pensieri riguardo “Una cartolina dalla Russia

  1. Ciao Giovanni, complimenti per aver condiviso un’altra bella storia (tipo quella del bambino marocchino). E complimenti anche a Tiberio. è un grande e così come lui tutti quelli che sanno prendere il coraggio a due mani, si rimettono in gioco e si costruiscono un futuro anche se a migliaia di chilometri lontano da casa. Se un giorno andrò a visitare la Russia giuro che lo contatto 🙂

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  2. Ciao Lorenzo,
    Mi fa molto piacere sapere che segui il mio blog e continui a leggere i miei articoli con interesse.
    Grazie!

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  3. la tua “cartolina dalla russia” mi è piaciuta moltissimo: bravo, continua così

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  4. Il tuo articolo è davvero interessante Giovanni e mi trovo in linea con te quando parli dei pregiudizi e dici: “non è un caso che viaggiare è sempre il modo migliore per acquisire notizie di prima mano e superare i preconcetti.” Quante volte mi sono stati dati consigli (non richiesti) sull’evitare questo o quell’altro paese. La cosa più bizzarra è che la maggiorparte di questi “bene informati” non hai mai messo piede fuori casa e pretende di sapere come vada il mondo😅
    Ad ogni modo il tuo atteggiamento verso la scoperta è quello che fa la differenza tra il turista e il viaggiatore.
    Gran bel viaggio Giovanni.
    Un gran piacere viverlo attraverso le tue parole…

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    1. Ciao Veronica,
      Ti ringrazio per essere passata dal mio blog e mi lusinga che una grande ed esperta viaggiatrice come te esprima tali parole di apprezzamento nei miei confronti. Per me conta davvero molto!
      Un abbraccio.

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      1. Ma figurati è davvero un grande piacere leggerti, abbiamo la stessa filosofia del viaggio per cui mi ritrovo spesso nei tuoi racconti e nei tuoi pensieri💟
        L’ammirazione è reciproca 😊
        Un abbraccio e a presto caro Giovanni

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  5. La Russia è bellissima e secondo me, dal punto di vista della sicurezza, è anche un Paese tranquillo nonostante molti italiani pensano che sia pericoloso. Complimenti per l’articolo

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    1. Ciao Marco,
      Concordo con quello che dici e ti ringrazio per i complimenti

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  6. Qui si viaggia con la mente, bellissimo posto per sognare 😉 Ciao a presto Simona

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    1. Ciao Simona e grazie per il tuo commento che mi giunge particolarmente gradito. Mi fa piacere sapere che il mio articolo ti sia piaciuto e che, magari, ti abbia fatto sognare, fosse solo per un breve momento. Non c’è nulla di meglio di continuare a sognare, perché i sogni, in fondo, rendono più dolce la nostra quotidianità e ci aiutano ad affrontare meglio la vita.
      Qualcuno ha detto:”Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni” e credo che quel qualcuno avesse proprio ragione…
      A presto e buona giornata 🙂

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      1. Non ci credo più tanto ai sogni.. però magari mi ricredo 🙂 Bella serata Giovanni

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  7. Hai un talento unico nel rendere interessanti i tuoi diari di viaggio, complimenti! 🙂

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    1. Ti ringrazio per essere passato dal mio blog ed aver lasciato un commento così lusinghiero sulle cose che scrivo.
      Un caro saluto 😊

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      1. Grazie a te per la risposta e per il follow (ricambiato)! 🙂

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  8. Bellissimo il giovane soldato, davvero da squagliarsi (anche considerando quanto possano essere cattivi😅)

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  9. Bellissimo articolo. Da leggere tutto d’un fiato. Davvero interessante. 😍

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    1. Grazie Etiliyle,
      Sono molto contento che ti sia piaciuto l’articolo e che abbia lasciato sul blog questo lusinghiero commento.
      Ciao 🙂

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  10. Articolo davvero piacevole! E complimenti a Tiberio per la sua vita e per aver imparato ben sette lingue!

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  11. Ciao Maria e mille grazie per il tuo apprezzamento (anche da parte di Tiberio!) 🙂

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  12. Mi unisco al coro dei tanti lettori che mi hanno preceduto e che hanno apprezzato il tuo articolo sulla Russia: veramente ben scritto, estremamente interessante e piacevole 🙂

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  13. Grazie, grazie e ancora grazie a Te e a tutti gli altri lettori…
    Un abbraccio!

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  14. A differenza di te, sono partito pieno di pregiudizi e perciò, quando sono andato in Russia, ho preferito partire con un comodo tour operator. E ho fatto bene, Nonostante bazzichi un po’ di cirillico, senza la guida mi sarei perso di continuo. Nei pomeriggi liberi che il tour prevedeva mi sono perso continuamente nelle metropolitane (bellissima quella di Mosca!) in cui saltavo sistematicamente la giusta fermata il cui nome era, non so perchè, sistematicamente lungo, impronunciabile e irriconoscibile. All’Arbat di Mosca ho visto in anteprima assoluta (era il 2013) il manifesto che pubblicizzava il concerto di Albano e Romina Power ritornati insieme (la notizia in Italia, in quel momento, era completamente sconosciuta), star assolute in tutta la Madre Russia. Ne sono tornato arricchito (non certo per Albano e Romina, ovviamente …) da un paese che ha una storia millenaria fatta di grandi splendori e periodi bui.

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    1. Ciao Simone,
      condivido ciò che scrivi nel tuo commento: la Russia è senz’altro un Paese meraviglioso da cui si torna arricchiti… e non certo per Al Bano 😉

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  15. Tiberio forever!!! Da candidare alle prossime europee! se pensi poi che i nostri politici non parlano manco mezza lingua straniera… 😉

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