Un luogo dell’anima

Ci sono luoghi che lasciano un segno indelebile nella memoria e nel cuore di coloro che hanno avuto il privilegio d’averli visitati e che, per tale ragione, mi piace definire “luoghi dell’anima”.

Tali luoghi, per tanti viaggiatori che non li hanno mai raggiunti rappresentano semplicemente un sogno, un mito, una chimera forse destinata a rimanere tale; per altri, e mi riferisco a coloro che hanno avuto la fortuna d’averne calpestato il suolo, rappresentano, invece, la meta finale… la quadratura del cerchio.

Ognuno di noi ha i suoi personalissimi “luoghi dell’anima” e non è sempre facile spiegare la ragione soggettiva che ci spinge a considerare tale un luogo piuttosto che un altro. Ogni tanto mi piace pensare che i luoghi siano, in un certo senso, un po’ come le persone, poiché mostrano al viaggiatore, talvolta (ma non sempre) la loro personalità, la loro intima essenza.

Dei tanti luoghi che ho visitato, alcuni mi hanno svelato i loro segreti e mi hanno fornito una spiegazione, altri, invece, sono rimasti un enigma.

In alcuni casi tra me ed un luogo visitato è scoccata una scintilla, una specie di amore reciproco, in altre circostanze, come è naturale che sia, è sorta, invece, un’antipatia, persino una diffidenza o un’inimicizia.

Solo viaggiando possiamo scoprire se in un luogo ci sia qualcosa che ci appartenga oppure no, possiamo scoprire se da quel luogo ci sentiamo amati, oppure rifiutati, posiamo capire se quello sia il nostro “luogo dell’anima”.

Tra i miei “luoghi dell’anima” sicuramente un posto di rilievo è occupato dall’Outback Australiano.

Inutile negarlo: per quanto si possa essere viaggiatori d’esperienza, fa un certo effetto, direi una certa emozione, trovarsi una mattina, in uno sperduto aeroporto ai tropici, in riga al check-in con uno zaino sulle spalle ed un biglietto in mano della Qantas con su scritto “destinazione: Ayers Rock“.

Ayers Rock, o per meglio dire Uluru, come lo chiamano gli Aborigeni, non è semplicemente un imponente massiccio roccioso, una montagna rossa che si erge curiosamente nel bel mezzo del deserto…è molto di più, è un simbolo, un’icona, un luogo sacro, un punto d’arrivo, per qualcuno persino il punto del non ritorno.

Pochi luoghi sulla faccia della terra riescono a suscitare un tale batticuore e se dovessi scorrere con la mente tutti i sentieri che ho calpestato, direi che probabilmente solo i ghiacciai perenni dell’Islanda, a cavallo della linea del Circolo Polare Artico, mi hanno destato una simile eccitazione.

A mio giudizio non è concepibile un viaggio in Australia senza passare da Uluru, senza aver percorso quelle lande sterminate di sabbia rossa dove tutt’ora gli Aborigeni del luogo difendono orgogliosamente la loro cultura e la loro stessa ragion d’essere: Uluru è, per l’appunto, un luogo dell’anima prima ancora che un punto geografico.

Se mi posso permettere un piccolo suggerimento, in barba a quanto riporta il sito del nostro Ministero degli Affari Esteri (Viaggiare Sicuri), che sconsiglia espressamente di intraprendere viaggi individuali e di guidare l’auto ad Ayers Rock (paventando persino pericoli di morte a causa della natura impervia ed inospitale della regione del Northern Territory), nel mio piccolo, vi consiglio invece di affittare un auto, godendovi in tranquillità e solitudine la magia del luogo.

DSCN3253

In tutta onestà, non ritengo di aver corso alcun rischio minimo che abbia potuto mettere neppur lontanamente a repentaglio la mia vita. Andate al tramonto o magari all’alba… non rimanete intruppati insieme ai turisti mordi e fuggi che, ad orari prestabiliti, vengono scaricati in massa dai pullman organizzati e, probabilmente senza rendersene conto, profanano il mistero, spezzano il silenzio, turbano l’armonia.

La montagna è sacra per gli Aborigeni e come tale esige rispetto. Gli autoctoni ci chiedono, cortesemente, di non scalarla… ci invitano gentilmente a non farlo, ma se arrivate all’ora di punta ai piedi del monolite troverete orde di turisti chiassosi e volgari che, arrancando, conquistano la vetta di Uluru e si sparano dei selfie da postare su Facebook.

Io non ho seguito il loro esempio, sono rimasto silenziosamente in disparte a contemplare… ed il silenzio, che come diceva Confucio è un vero amico perché ti svela la verità senza tradirti mai, mi ha aiutato a capire d’aver trovato un “luogo dell’anima”.

signature 5

P.S.: Per chi fosse interessato ad eventuali approfondimenti e consigli pratici sul mio viaggio in Australia, vi invito a leggere la relativa pagina del mio blog, nella sezione “i miei viaggi”.

12 pensieri riguardo “Un luogo dell’anima

  1. Ho letto questo articolo sui luoghi dell’anima e mi è piaciuto tanto anche perché si vede che è sinceramente scritto col cuore. Grazie

    "Mi piace"

    1. Ciao Annamaria,
      sono io che ringrazio te per le tue bellissime parole!

      "Mi piace"

  2. come ti capisco e in qualche modo t’invidio! Dei miei pochi viaggi ricordo “vivamente” quello fatto in Marocco, le dune del deserto mi “bagnano” ancora il cuore. Ma farei volentieri -e chissà che prima o poi non riesca veramente a farlo- un’immersione nell’Outback Australiano (ecco l’invidia 🙂 ). Un bellissimo articolo, grazie!

    "Mi piace"

    1. Grazie a te per aver condiviso l’emozione di un viaggio in un luogo davvero suggestivo…
      Comunque sono d’accordo con te sul Marocco: anche quello è un Paese meraviglioso che mi ha aperto le porte tanti anni fa, accogliendomi con amicizia e senso di ospitalità. Ti invio il “link” così, se ti fa piacere, puoi leggere la mia splendida esperienza vissuta in Marocco:
      https://giovanniaugello.wordpress.com/marocco/
      Ciao e complimenti per il tuo blog che trovo molto interessante 🙂

      Piace a 1 persona

      1. letto! Più o meno le mie stesse sensazioni/emozioni. Ciao

        Piace a 1 persona

  3. Ho letto “Le vie dei canti” di Chatwin e mi sono innamorato dell’Australia con il suo deserto rosso e i territori degli aborigeni. Per me rappresenta un sogno che prima o poi spero di realizzare

    Piace a 1 persona

  4. Che posto da favola, ragazzi!!! Grande Giovanni

    Piace a 1 persona

  5. Grazie Arturo, hai proprio ragione: è un luogo unico che, non ha caso, ho definito “luogo dell’anima”.
    Continua a seguirmi sul blog!

    Piace a 1 persona

  6. Certi ricordi sono indelebili e soprattutto ogni tanto riaffiorano , basta un alito di vento ciao

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Massi, sono pienamente d’accordo con te… a volte basta un soffio, un leggero alito di vento… e con la mente si ritorna a vivere certe emozioni!
      Grazie mille per aver letto il mio post ed aver lasciato il tuo commento sul blog

      "Mi piace"

  7. Places of the Soul, a very just description. To be appreciated, not vandalised. I hired a car as well, and walked completely around it.

    Piace a 1 persona

    1. That’s great! Did you published any photos on your blog about your yourney to Ayers Rock? If you did, I bet they are beautiful…
      Thank you so much for stopping by and reading!
      See you 🙂

      "Mi piace"

Rispondi a Annamaria Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close